Emilia-Romagna, nuova legge su cooperazione, pace e diritti umani
05/10/2026
La Giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato la proposta di una nuova legge regionale sulla cooperazione internazionale, la promozione della pace e la tutela dei diritti umani, destinata a sostituire la normativa del 2002. Il testo sarà discusso dall’Assemblea legislativa entro l’autunno e, una volta completato l’iter istituzionale, dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2027. Tra le principali novità figurano l’istituzione di due Giornate regionali dedicate, nuovi organismi di coordinamento e una programmazione triennale degli interventi.
Cooperazione internazionale e politiche per la pace diventano ambiti distinti
La proposta, intitolata “Nuova disciplina in materia di cooperazione internazionale, promozione della cultura della pace e dei diritti umani”, aggiorna la legge regionale n. 12 del 24 giugno 2002 e riorganizza in maniera più netta i diversi settori di intervento.
Pur mantenendo una cornice comune, il nuovo impianto distingue le politiche di cooperazione internazionale da quelle dedicate alla cultura della pace e ai diritti umani, attribuendo a entrambe una specifica programmazione. È previsto infatti un documento di indirizzo triennale nel quale dovranno essere definiti obiettivi e priorità strategiche.
Tra gli elementi introdotti dalla riforma compare anche l’educazione alla cittadinanza globale, che entrerà trasversalmente nelle attività regionali attraverso iniziative educative, formative e di sensibilizzazione rivolte soprattutto alle giovani generazioni.
Più interventi su ambiente, emergenze e diritti
Sul versante della cooperazione internazionale, il progetto di legge adegua la disciplina regionale al quadro nazionale ed europeo e amplia gli obiettivi degli interventi. Le azioni potranno riguardare sviluppo sostenibile, sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e della biodiversità, adattamento ai cambiamenti climatici, parità di genere e protezione dei diritti di donne e minori.
Una parte specifica della normativa sarà dedicata alle emergenze internazionali. La Regione potrà attivare strumenti e procedure per sostenere popolazioni colpite da conflitti, calamità naturali, crisi sanitarie o altre situazioni di particolare gravità, anche attraverso interventi di assistenza umanitaria e protezione civile.
La riforma punta inoltre a rafforzare il coinvolgimento di enti locali, università, scuole, soggetti del Terzo settore e altre realtà regionali, prevedendo strumenti di co-programmazione e co-progettazione per la definizione degli interventi.
Nascono Tavolo e Comitato regionale per pace e diritti
Tra i nuovi strumenti previsti c’è il Tavolo regionale per la pace e i diritti umani, che sarà istituito presso la Giunta come organismo permanente di supporto alla programmazione, all’attuazione e al monitoraggio delle politiche regionali. Il Tavolo avrà funzioni di confronto, proposta e coordinamento tra enti locali, università, scuole e Terzo settore.
Presso l’Assemblea legislativa nascerà invece il Comitato per la pace e i diritti umani, con funzioni conoscitive e consultive. Potrà promuovere attività di studio, seminari e iniziative dedicate alla raccolta e alla diffusione di esperienze e buone pratiche.
Dal 2027 due nuove Giornate regionali
La legge introduce la Giornata regionale della cooperazione internazionale, pensata come appuntamento annuale per presentare e approfondire progetti e attività realizzati sul territorio attraverso eventi pubblici, seminari, laboratori e testimonianze. Anche i Tavoli Paese e i Tavoli Tematici avranno un ruolo nella fase di programmazione e progettazione.
Nel 2027 debutterà inoltre la Giornata regionale della pace e dei diritti umani, con incontri pubblici, attività educative, iniziative culturali e campagne di sensibilizzazione.
Il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni hanno indicato nella riforma uno strumento per consolidare il lavoro svolto in oltre vent’anni di cooperazione internazionale e aggiornare le politiche regionali dedicate a solidarietà, nonviolenza, dialogo e tutela dei diritti.
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