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PAC 2028-2034, a Bologna Drei chiede più sostegno alle filiere

08/10/2026

PAC 2028-2034, a Bologna Drei chiede più sostegno alle filiere

Utilizzare i finanziamenti della futura Politica agricola comune per rafforzare la competitività delle imprese, sostenere le filiere e migliorare la redditività degli agricoltori. È la richiesta avanzata da Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, durante il convegno “Verso la Pac 2028-2034, l'agricoltura e il protagonismo dei territori”, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna a Bologna. Nell'incontro del 7 ottobre 2026, Drei ha ribadito la necessità di difendere le risorse europee destinate all'agricoltura, chiedendo però che i finanziamenti siano maggiormente collegati a investimenti, aggregazione tra produttori e strumenti capaci di rafforzare la posizione delle aziende sui mercati.

PAC 2028-2034, Confcooperative chiede aiuti legati alla competitività

Il confronto sulla prossima programmazione agricola europea si concentra sulla disponibilità delle risorse finanziarie e sulle modalità attraverso cui queste potranno sostenere il settore primario.

Secondo Raffaele Drei, mantenere una dotazione adeguata per la Politica agricola comune 2028-2034 rappresenta una priorità, ma la dimensione economica degli stanziamenti non può essere considerata sufficiente per risolvere le difficoltà di redditività delle aziende agricole.

Il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca ha invitato a utilizzare gli aiuti come strumenti capaci di generare ulteriore valore economico, favorendo investimenti e una maggiore capacità competitiva delle imprese.

In questa prospettiva assume particolare rilievo il collegamento tra sostegni pubblici e partecipazione ai sistemi organizzati di produzione e commercializzazione.

L'aggregazione tra agricoltori e l'appartenenza alle filiere, secondo Drei, possono offrire ai produttori maggiori opportunità di accesso al mercato e una posizione più solida nei rapporti commerciali.

La richiesta è quindi quella di costruire una PAC che incentivi la cooperazione e sostenga progetti in grado di migliorare concretamente la capacità delle aziende agricole di produrre reddito.

Ortofrutta, latte e vino: le proposte per rafforzare le filiere

Tra le priorità indicate da Confcooperative figura la difesa dell'Organizzazione comune dei mercati (Ocm) nel comparto ortofrutticolo, considerata uno strumento di riferimento per sostenere l'organizzazione dei produttori e la programmazione delle attività.

Drei ha proposto di valorizzare questo modello, estendendo strumenti analoghi di aggregazione, promozione e gestione della produzione anche ad altri settori dell'agroalimentare.

In particolare, il presidente ha richiamato le esigenze delle filiere del latte e del vino, comparti nei quali una maggiore organizzazione dell'offerta potrebbe contribuire a migliorare il posizionamento delle imprese e la capacità di affrontare le oscillazioni del mercato.

Un ulteriore tema riguarda la gestione dei rischi climatici e produttivi. Confcooperative chiede che la nuova programmazione europea assegni maggiore attenzione alla prevenzione dei danni causati dalle avversità meteorologiche e al sostegno dei fondi mutualistici.

Per Drei, questi strumenti dovrebbero beneficiare di un quadro finanziario e normativo capace di garantirne il funzionamento e di favorirne l'utilizzo da parte delle imprese agricole.

Emilia-Romagna, un settore agroalimentare da 11,6 miliardi di export

Le richieste avanzate durante il convegno riguardano direttamente un comparto che rappresenta una componente rilevante dell'economia regionale.

Secondo i dati illustrati nell'ambito del confronto, l'Emilia-Romagna conta 46.312 imprese agricole e 4.427 imprese alimentari, con una produzione agricola del valore di 8,6 miliardi di euro.

Le esportazioni agroalimentari raggiungono 11,6 miliardi di euro, mentre il valore generato dalle produzioni a denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta, Dop e Igp, si attesta intorno ai 4 miliardi.

Questi numeri evidenziano la dimensione economica delle filiere regionali e spiegano l'attenzione riservata alle future decisioni europee sui finanziamenti agricoli.

Il dibattito riguarda infatti le condizioni nelle quali le aziende dovranno operare durante il prossimo ciclo di programmazione, tra investimenti produttivi, competitività internazionale, gestione dei costi e adattamento agli eventi climatici.

L'assessore Mammi: risorse certe, investimenti e meno burocrazia

Durante l'incontro è intervenuto anche Alessio Mammi, assessore regionale all'Agricoltura, che ha illustrato le principali priorità dell'Emilia-Romagna nel confronto sulla PAC 2028-2034.

Tra le richieste regionali figurano la disponibilità di finanziamenti europei certi e il mantenimento di un adeguato livello di autonomia delle Regioni nella programmazione degli interventi.

Mammi ha inoltre richiamato la necessità di sostenere gli investimenti delle imprese e lo sviluppo delle filiere, prevedendo strumenti capaci di affrontare sia le emergenze climatiche sia le crisi di mercato.

Un altro punto riguarda la semplificazione delle procedure amministrative, con l'obiettivo di ridurre gli adempimenti burocratici che gravano sulle aziende agricole e sull'accesso ai finanziamenti.

La posizione regionale si inserisce nel confronto più ampio sulla futura organizzazione delle politiche agricole europee e sul ruolo che i territori potranno svolgere nella gestione delle risorse.

Il confronto a Bologna con istituzioni e organizzazioni agricole

Al convegno promosso dalla Regione Emilia-Romagna hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, insieme a esponenti delle principali organizzazioni agricole e cooperative.

Tra i partecipanti figurano Pasquale Di Rubbo, Paolo De Castro, Giuseppe Blasi, Massimiliano Giansanti, Ettore Prandini, Cristiano Fini, Cristian Maretti, Tommaso Battista e Lisa Martini, oltre agli europarlamentari della circoscrizione Nord-Orientale.

L'appuntamento ha offerto un'occasione di confronto sulle priorità del settore agricolo in vista della programmazione europea 2028-2034, mettendo al centro il rapporto tra disponibilità finanziaria, organizzazione produttiva e capacità delle imprese di mantenere condizioni economiche sostenibili.

Le proposte illustrate da Confcooperative Agroalimentare e Pesca e dalla Regione Emilia-Romagna contribuiranno al dibattito sul futuro della PAC. Le richieste relative alle filiere, agli strumenti Ocm e alla gestione del rischio rappresentano posizioni avanzate nel confronto istituzionale, mentre le

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.