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Emilia-Romagna, microcredito fino a 10mila euro per le famiglie

07/10/2026

Emilia-Romagna, microcredito fino a 10mila euro per le famiglie

Un fondo da un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028 per sostenere le famiglie dell’Emilia-Romagna che attraversano una temporanea difficoltà economica e non riescono ad accedere ai tradizionali canali bancari. L’Assemblea legislativa regionale ha approvato il progetto di legge sul microcredito promosso dalla Giunta: ogni nucleo familiare potrà ottenere un finanziamento fino a 10mila euro, da restituire nell’arco di cinque anni, senza la necessità di fornire garanzie ipotecarie.

Prestiti per spese mediche, affitto, bollette e scuola

Il sostegno economico non sarà a fondo perduto e potrà essere utilizzato esclusivamente per affrontare bisogni primari e spese considerate essenziali. Tra quelle previste figurano cure mediche urgenti, affitto, bollette di luce e gas, tasse scolastiche e acquisto di materiale necessario all’istruzione dei figli.

Il microcredito potrà inoltre contribuire a finanziare interventi urgenti sulla casa, compresi lavori necessari per la messa a norma dell’immobile o per migliorarne l’efficienza energetica. Le modalità operative, i requisiti di accesso e l’individuazione puntuale dei beneficiari saranno definiti attraverso successivi atti della Giunta regionale.

Alla misura sarà affiancato un percorso gratuito di educazione finanziaria. In collaborazione con l’Ente nazionale per il microcredito, i beneficiari potranno essere seguiti da tutor specializzati, con il compito di supportare le famiglie nella gestione del bilancio mensile e nell’organizzazione delle proprie risorse economiche.

Tre milioni di euro nel triennio 2026-2028

La dotazione complessiva prevista dalla legge raggiunge quindi 3 milioni di euro in tre anni. Il provvedimento è stato elaborato partendo anche dai dati sulla situazione socioeconomica regionale. Secondo i numeri riportati durante l’esame della legge, il rischio di povertà o esclusione sociale in Emilia-Romagna interessa l’8,2% della popolazione, pari a circa 366mila residenti.

La quota di persone in condizione di grave indigenza sarebbe passata dall’1,3% all’1,7%, mentre la povertà relativa riguarda il 6,7% dei residenti, pari a circa 299mila persone. Nel dibattito è stato richiamato anche il tema delle famiglie che, pur non trovandosi formalmente in una condizione di povertà, possono perdere rapidamente il proprio equilibrio finanziario in presenza di una spesa improvvisa.

Il voto in Assemblea e le posizioni dei gruppi

Al momento del voto, Pd, Avs, Civici e M5s si sono espressi a favore della legge. FdI e Rete civica si sono astenuti, mentre la Lega ha votato contro. Il relatore di maggioranza, Lorenzo Casadei del M5s, ha presentato il provvedimento come uno strumento di prevenzione destinato a intervenire prima che una difficoltà economica temporanea diventi una situazione stabile di fragilità.

Il relatore di minoranza Alessandro Aragona di FdI ha invece espresso perplessità sulla scelta di demandare a successivi atti della Giunta la definizione dei beneficiari e delle modalità di accesso, richiamando la necessità di garantire controlli rigorosi nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

Nel corso del confronto sono emerse ulteriori osservazioni. Marco Mastacchi di Rete civica ha chiesto particolare attenzione al rapporto tra microcredito e sovraindebitamento e ha proposto di considerare anche i lavoratori autonomi. Tommaso Fiazza della Lega ha contestato la necessità di una specifica legge regionale e ha chiesto maggiori garanzie sui criteri di accesso.

Da Fratelli d’Italia sono arrivate richieste di maggiore selettività nell’applicazione della misura, mentre Forza Italia ha evidenziato la necessità di rafforzare il ruolo dell’educazione finanziaria e delle realtà già operative sul territorio. I gruppi favorevoli hanno invece sottolineato il carattere preventivo dello strumento e il suo inserimento all’interno delle politiche regionali di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze.

L’assessora regionale Elena Mazzoni ha espresso soddisfazione per l’approvazione, indicando il microcredito come una delle risposte regionali alle difficoltà economiche che possono interessare nuclei familiari altrimenti esclusi dal sistema ordinario del credito.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to