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Emilia-Romagna, Evangelisti (FdI) chiede verifiche sui tribunali islamici

09/10/2026

Emilia-Romagna, Evangelisti (FdI) chiede verifiche sui tribunali islamici

La presenza di eventuali organismi di arbitrato religioso basati sulla Sharia in Emilia-Romagna è al centro di un'interrogazione presentata alla Giunta regionale da Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d'Italia nell'Assemblea legislativa. L'esponente dell'opposizione chiede di verificare se sul territorio operino strutture che svolgono funzioni di mediazione o risoluzione delle controversie al di fuori del sistema giudiziario italiano. L'iniziativa, resa nota l'8 ottobre 2026, sollecita inoltre una ricognizione delle sedi delle associazioni islamiche e l'istituzione di un tavolo di coordinamento con il Ministero dell'Interno, le Prefetture e i Comuni. L'interrogazione non documenta la presenza accertata di tribunali religiosi paralleli in Emilia-Romagna, ma chiede alla Regione di chiarire se il fenomeno esista.

Tribunali islamici in Emilia-Romagna, l'interrogazione di Fratelli d'Italia

L'iniziativa della consigliera regionale prende spunto da inchieste giornalistiche nazionali e da segnalazioni formulate in sede parlamentare riguardo alla possibile attività di organismi che, secondo quanto riportato nell'atto ispettivo, gestirebbero controversie civili, familiari e patrimoniali facendo riferimento a norme religiose islamiche.

Evangelisti chiede alla Giunta di accertare se situazioni analoghe siano presenti anche in Emilia-Romagna e, in caso affermativo, quali iniziative siano state adottate dalle istituzioni competenti.

La capogruppo di FdI richiama in particolare alcune vicende segnalate nella vicina città di Padova, considerate dalla consigliera un elemento che giustificherebbe ulteriori verifiche nelle regioni del Nord Italia.

Il riferimento a Padova non costituisce tuttavia una conferma dell'esistenza di strutture analoghe sul territorio emiliano-romagnolo. L'accertamento della loro eventuale presenza rappresenta precisamente uno degli obiettivi dell'interrogazione.

Le preoccupazioni sui diritti delle donne e dei minori

Tra le questioni sollevate da Marta Evangelisti figurano le possibili conseguenze dell'attività di organismi informali di risoluzione delle controversie, soprattutto quando intervengono in materie che riguardano il diritto di famiglia.

Secondo la consigliera, l'applicazione di regole religiose incompatibili con l'ordinamento italiano potrebbe compromettere la tutela delle persone più vulnerabili, con particolare riferimento alle donne e ai minori.

Nell'interrogazione vengono richiamati i rischi di coercizione psicologica, sociale ed economica e di limitazione della parità di genere, qualora decisioni assunte in ambiti informali fossero imposte alle persone coinvolte.

Il tema riguarda la distinzione tra libertà religiosa, garantita dalla Costituzione, e rispetto delle norme dello Stato. Le pratiche religiose e le forme di mediazione volontaria non possono sostituire le competenze dell'autorità giudiziaria né derogare ai diritti fondamentali riconosciuti dall'ordinamento italiano.

La richiesta politica è quindi indirizzata a verificare l'eventuale esistenza di attività che possano entrare in conflitto con le disposizioni vigenti, distinguendole dalla normale attività associativa e religiosa.

Centri culturali islamici, richiesta una mappatura delle sedi

Un secondo punto dell'interrogazione riguarda la conoscenza delle strutture immobiliari utilizzate dalle associazioni islamiche presenti sul territorio regionale.

Evangelisti sostiene che attualmente manchi una ricognizione regionale sistematica degli edifici destinati ad attività di culto o utilizzati come centri culturali islamici. Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, questa situazione renderebbe più complesso il coordinamento dei controlli amministrativi, spesso affidati ai singoli Comuni.

La consigliera chiede quindi una mappatura delle realtà associative islamiche e degli immobili utilizzati per le relative attività, con particolare attenzione al rispetto delle destinazioni d'uso previste dalle norme urbanistiche.

Nell'atto vengono sollevati anche interrogativi sulla possibilità che alcune strutture ospitino attività differenti da quelle formalmente dichiarate. Si tratta di preoccupazioni espresse dalla consigliera, rispetto alle quali l'interrogazione sollecita verifiche istituzionali.

Il documento non fornisce un elenco di sedi emiliano-romagnole nelle quali siano stati accertati organismi giudiziari paralleli o specifiche violazioni riconducibili al fenomeno denunciato.

Legalità e controlli amministrativi, cosa chiede Evangelisti alla Regione

Attraverso l'atto ispettivo, la capogruppo di Fratelli d'Italia chiede alla Giunta regionale di fornire risposte su più aspetti della questione.

Il primo riguarda l'eventuale conoscenza, da parte dell'Amministrazione, di organismi di giustizia informale o di mediazione legale parallela che operino sul territorio regionale.

Il secondo punto interessa le ragioni per cui, secondo quanto evidenziato dalla consigliera, non sarebbe stata ancora predisposta una ricognizione straordinaria degli immobili utilizzati dalle associazioni islamiche.

Evangelisti sollecita inoltre chiarimenti sui possibili strumenti di prevenzione e coordinamento istituzionale, chiedendo che le amministrazioni competenti possano disporre di informazioni aggiornate sulle attività svolte nelle strutture interessate.

L'obiettivo dichiarato nell'interrogazione è rafforzare le verifiche sul rispetto delle disposizioni nazionali, con particolare attenzione alla tutela dei diritti individuali e alle competenze delle autorità pubbliche.

Proposto un tavolo permanente con Prefetture e Ministero dell'Interno

La proposta avanzata da Evangelisti comprende anche l'istituzione di un tavolo permanente dedicato alla vigilanza e alla prevenzione, attraverso il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna, del Ministero dell'Interno, delle Prefetture e dei Comuni.

Il coordinamento richiesto dovrebbe consentire uno scambio di informazioni tra gli enti competenti e favorire eventuali interventi nei casi in cui emergano situazioni contrarie all'ordinamento giuridico.

Il confronto istituzionale dovrebbe inoltre riguardare le modalità con cui tutelare le persone che potrebbero subire pressioni o limitazioni dei propri diritti nell'ambito di controversie gestite attraverso organismi informali.

La richiesta si inserisce nell'attività di controllo politico esercitata dai consiglieri regionali nei confronti della Giunta. L'interrogazione è finalizzata a ottenere una risposta ufficiale dell'esecutivo regionale sulla conoscenza del fenomeno e sulle eventuali iniziative di competenza.

Nel comunicato diffuso l'8 ottobre dall'Assemblea legislativa non è riportata una risposta della Giunta regionale. Restano quindi da conoscere le valutazioni dell'Amministrazione sulla richiesta di mappatura, sull'eventuale presenza di organismi di arbitrato religioso parallelo e sulla proposta di istituire un coordinamento permanente con le autorità statali e locali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to