Emilia-Romagna, 8.500 studenti nei corsi di formazione professionale
02/10/2026
Sono oltre 8.500 le ragazze e i ragazzi iscritti nel 2026-2027 ai percorsi regionali di Istruzione e formazione professionale realizzati dagli enti accreditati dell’Emilia-Romagna. Il dato è stato presentato durante un’audizione della commissione Giovani e Politiche per il lavoro dell’Assemblea legislativa, presieduta da Maria Costi, dedicata al ruolo della formazione professionale nel contrasto alla dispersione scolastica e nell’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Oltre 70 milioni di euro per i percorsi IeFP
Per l’anno scolastico 2026-2027 la Regione Emilia-Romagna ha approvato un investimento pubblico di oltre 70,5 milioni di euro destinato all’offerta degli enti di Istruzione e formazione professionale. A queste risorse si aggiungono più di 4 milioni di euro destinati ai 45 istituti professionali statali e paritari regionali per sostenere la progettazione dei percorsi e l’accompagnamento degli studenti agli esami conclusivi.
Durante l’audizione sono intervenuti i rappresentanti dei 34 enti IeFP che operano sul territorio regionale. Tra i temi indicati come prioritari figurano l’orientamento già a partire dalla terza media, il superamento dei pregiudizi ancora legati alla formazione professionale, l’inclusione degli studenti più fragili e un rapporto più stretto con le imprese per ridurre la distanza tra competenze richieste e professionalità disponibili.
La presidente della commissione Maria Costi ha definito il sistema IeFP una componente rilevante della strategia regionale contro la dispersione scolastica, capace di offrire opportunità formative anche a giovani che hanno interrotto o incontrato difficoltà in altri percorsi di studio.
Orientamento e occupazione al centro del confronto
Silvia Biglietti, direttrice regionale del Centro Italiano Opere Femminili Salesiane, ha richiamato la crescita dell’annualità orientativa. Dai 47 ragazzi coinvolti nella fase iniziale del progetto si è arrivati, per il 2026-2027, a 20 gruppi e 390 studenti. I percorsi comprendono competenze di base, trasversali e di cittadinanza e seguono il calendario scolastico ordinario.
Stefano Versari, responsabile del Comitato tecnico scientifico di Aeca, ha posto l’attenzione sulla necessità di migliorare la conoscenza dei percorsi professionalizzanti, osservando che in Italia la partecipazione resta inferiore rispetto ad altri Paesi europei. Secondo Versari, uno dei problemi è il pregiudizio che tende ancora ad associare gli istituti professionali esclusivamente a studenti che hanno avuto difficoltà scolastiche, mentre questi percorsi possono offrire sbocchi occupazionali concreti.
Il tema dell’inclusione è stato affrontato anche da Alessandro Sacchi di Enaip Reggio Emilia, che ha sottolineato il ruolo della formazione professionale nel recupero degli studenti a rischio di abbandono e la necessità di garantire continuità alle competenze maturate dagli enti.
Cento imprese coinvolte nei percorsi della Fondazione Aldini Valeriani
Il rapporto con il sistema produttivo rappresenta un altro elemento centrale del modello. Emanuela Pezzi, direttrice della Fondazione Aldini Valeriani, ha spiegato che nei percorsi dell’ente sono coinvolte circa cento imprese, chiamate a segnalare i fabbisogni professionali e a collaborare alla definizione di stage e programmi formativi. Gli studenti del quarto anno possono inoltre essere assunti dalle aziende attraverso contratti di apprendistato.
Simona Pepoli, presidente della Scuola arti e mestieri Pescarini, ha richiamato il problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, indicando nell’orientamento uno degli strumenti per avvicinare maggiormente studenti, formazione e necessità delle aziende. Ciro Donnarumma, presidente di IAL Emilia-Romagna, ha invece evidenziato il valore della personalizzazione dei percorsi, attraverso tutoraggio, laboratori e sostegno educativo differenziato in base alle condizioni di partenza degli studenti.
Il confronto in commissione regionale
Nel dibattito sono intervenute anche le consigliere regionali Elena Ugolini di Rete Civica ed Elena Carletti del Partito Democratico. Ugolini ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare l’informazione rivolta a insegnanti e famiglie e di approfondire i dati sulla provenienza degli studenti che accedono ai percorsi professionali.
Carletti ha richiamato invece l’esigenza di valorizzare maggiormente queste opportunità formative, superando gli stereotipi che ancora condizionano la percezione dell’istruzione professionale. Il confronto in commissione ha evidenziato una convergenza tra i gruppi sulla necessità di far conoscere maggiormente il sistema e sostenere il lavoro degli enti accreditati, con particolare attenzione all’orientamento, all’inclusione e al collegamento con il mercato del lavoro.
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