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Emilia-Romagna, firmato il nuovo Patto per lavoro, clima ed economia sociale

10/09/2026

Emilia-Romagna, firmato il nuovo Patto per lavoro, clima ed economia sociale

È stato siglato ufficialmente a Bologna il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale dell’Emilia-Romagna, sottoscritto dal presidente della Regione Michele de Pascale, dal vicepresidente Vincenzo Colla e dalle rappresentanze istituzionali, economiche e sociali coinvolte nel percorso. Il documento aggiorna la strategia regionale di sviluppo e introduce l’economia sociale come terzo pilastro accanto a lavoro e clima, con l’obiettivo di affrontare in modo coordinato transizione ecologica e digitale, competitività, qualità dell’occupazione e riduzione delle disuguaglianze.

Un nuovo Patto dopo quelli del 2015 e del 2020

Il modello regionale si è evoluto nel corso degli anni seguendo i cambiamenti economici e sociali. Nel 2015 la priorità era il rilancio dell’occupazione dopo la crisi economica globale, mentre nel 2020 il Patto era stato ampliato includendo clima e sostenibilità durante l’emergenza pandemica.

Nel 2026 la strategia viene aggiornata con l’ingresso dell’economia sociale, che punta a rafforzare il legame tra sviluppo economico, tutela ambientale e coesione delle comunità.

La Regione intende così costruire una risposta condivisa alle trasformazioni in corso, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni e parti sociali nella definizione delle priorità per i prossimi anni.

Sanità pubblica e territorio tra gli obiettivi principali

Uno dei temi centrali riguarda la sanità pubblica, considerata dalla Regione una garanzia essenziale per la tutela della salute e per la tenuta sociale del territorio.

Il documento pone inoltre attenzione alla sicurezza del territorio, soprattutto alla luce degli effetti della crisi climatica e delle fragilità emerse in diverse aree dell’Emilia-Romagna.

Gli investimenti nella prevenzione e nella protezione del territorio vengono quindi collegati alle politiche ambientali, infrastrutturali e sociali, con l’obiettivo di rafforzare la capacità delle comunità di affrontare eventi estremi e situazioni di emergenza.

Energia, dazi e inflazione pesano sul sistema produttivo

Il nuovo Patto prende in considerazione anche le conseguenze dell’instabilità economica e occupazionale legata ai conflitti internazionali, ai dazi e all’aumento dei costi energetici.

Secondo la Regione, queste dinamiche richiedono un impegno comune per tutelare la competitività delle filiere produttive e favorire un lavoro stabile e qualificato.

Tra le criticità viene indicata anche l’inflazione, che ha ridotto il potere d’acquisto di una parte del ceto medio e reso più difficile l’accesso a beni e servizi essenziali.

Casa e riduzione dei divari territoriali

Particolare attenzione viene riservata alla casa, considerata una delle principali difficoltà per famiglie e giovani, soprattutto nelle aree dove i prezzi degli immobili e degli affitti incidono maggiormente sui redditi.

La strategia regionale punta inoltre a ridurre le distanze tra centri urbani, periferie, pianura e montagna, con l’obiettivo di garantire maggiore equilibrio nell’accesso a servizi, lavoro e opportunità.

De Pascale e Colla hanno sottolineato la necessità di contrastare le disuguaglianze economiche, sociali, di genere, generazionali e territoriali, rafforzando al tempo stesso la capacità dell’Emilia-Romagna di attrarre investimenti e competenze.

La demografia entra nella programmazione regionale

Tra le sfide individuate compare anche quella demografica. La Regione evidenzia come la dinamica della popolazione resti positiva grazie alla capacità attrattiva del territorio, mentre il saldo naturale continua a essere negativo.

Per questo il nuovo Patto collega le politiche demografiche a lavoro, servizi, welfare, casa e opportunità per le nuove generazioni.

Con la firma del documento, l’Emilia-Romagna definisce quindi una nuova cornice di programmazione condivisa, nella quale crescita economica, transizione ecologica, innovazione e coesione sociale vengono affrontate all’interno di una strategia comune tra istituzioni e parti sociali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to