Patate, rese in calo fino al 25% in Emilia-Romagna e Veneto
10/09/2026
La campagna italiana delle patate 2026 entra nella fase centrale con rese in diminuzione nelle principali aree produttive e una disponibilità di prodotto inferiore rispetto allo scorso anno. Il quadro tracciato da Romagnoli F.lli evidenzia cali diffusi legati soprattutto alle condizioni climatiche estive: nel Centro Italia la contrazione si attesta attorno al 15%, mentre per le produzioni medio-tardive di Emilia-Romagna e Veneto la riduzione arriva fino al 25%. Una situazione che sta contribuendo a sostenere le quotazioni sul mercato.
Nel Centro Italia rese inferiori del 15%
Lo scenario del 2026 si presenta diverso rispetto a quello della precedente campagna. Nel 2025 l’elevata disponibilità di patate aveva infatti esercitato una forte pressione sui prezzi, mentre quest’anno la minore quantità di prodotto sta modificando gli equilibri della filiera.
Secondo l’analisi diffusa da Romagnoli F.lli, azienda attiva nel settore sementiero e nella filiera pataticola, nel Centro Italia la stagione produttiva è stata condizionata da fenomeni meteorologici estremi. Le rese hanno registrato una diminuzione di circa il 15% rispetto alla media delle ultime campagne.
Temperature elevate, disponibilità irregolare di acqua e condizioni meteorologiche sfavorevoli hanno inciso sullo sviluppo delle coltivazioni, con risultati differenti a seconda delle aree e del periodo di raccolta.
Emilia-Romagna e Veneto, cali fino al 25%
Anche le regioni del Nord hanno dovuto fare i conti con il caldo e con lunghi periodi di siccità. Per le produzioni precoci, l’impatto è stato più contenuto e la riduzione delle rese viene stimata intorno al 10%.
Più marcata la flessione rilevata nelle produzioni medio-tardive di Emilia-Romagna e Veneto. In queste aree le rese hanno registrato cali che raggiungono il 25%, rendendo più limitata la disponibilità di prodotto rispetto alle attese iniziali.
Le difficoltà della campagna italiana si inseriscono inoltre in una situazione europea caratterizzata da una minore produzione. Dopo la sovrapproduzione registrata nel 2025, le superfici coltivate sono state ridimensionate in diversi territori. A questo elemento si sono aggiunte le ondate di calore e il deficit idrico, che hanno penalizzato le coltivazioni in diversi Paesi produttori dell’Europa nord-occidentale.
Minore disponibilità e quotazioni in miglioramento
Per la filiera, la riduzione dell’offerta potrebbe avere effetti favorevoli sull’andamento dei prezzi dopo le difficoltà della precedente stagione. Giulio Romagnoli, amministratore delegato di Romagnoli F.lli, ha evidenziato come il clima stia assumendo un peso rilevante nella programmazione della produzione e nell’organizzazione dell’intera campagna.
Secondo l’azienda, le rese più basse osservate nelle diverse aree italiane coincidono con una generale contrazione della disponibilità anche sul mercato europeo. La combinazione tra minore offerta e qualità della produzione nazionale sta sostenendo quotazioni in miglioramento e un mercato più dinamico rispetto al 2025.
L’andamento delle prossime settimane permetterà di valutare con maggiore precisione la disponibilità complessiva di patate della campagna 2026, mentre produttori e operatori seguono l’evoluzione delle quotazioni dopo una stagione segnata da calore, siccità e rese inferiori nelle principali zone produttive.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.