Emilia-Romagna, entro il 2028 l’80% dei bandi con criteri etici
29/09/2026
L’Emilia-Romagna introduce nuove regole per integrare integrità, responsabilità sociale e sostenibilità etica negli appalti del Sistema sanitario regionale. La Giunta ha approvato specifiche linee di indirizzo rivolte alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza, fissando anche un obiettivo progressivo: portare la quota dei bandi Intercent-ER con criteri sociali ed etici dal 60% previsto nel 2026 all’80% entro il 2028.
Appalti sanitari, nel 2025 gare per 4,6 miliardi di euro
Il provvedimento interviene su un sistema di acquisti di dimensioni rilevanti. Nel 2025 Intercent-ER, la centrale di acquisto regionale, ha gestito gare bandite per 4,6 miliardi di euro, con un aumento del 70% rispetto all’anno precedente, mentre le convenzioni attivate hanno raggiunto i 4,3 miliardi, in crescita del 153%.
Attraverso queste convenzioni, le Aziende sanitarie hanno prodotto ordinativi per 2,7 miliardi di euro. A questi si aggiungono 1,5 miliardi relativi alle procedure gestite direttamente dalle Aziende attraverso la piattaforma Sater.
Le nuove indicazioni si applicano agli appalti per la fornitura di beni sanitari e non sanitari e puntano a utilizzare questo volume di spesa anche per selezionare operatori economici capaci di garantire standard adeguati in materia di lavoro, sicurezza, inclusione e rispetto dei diritti lungo le catene di approvvigionamento.
Dichiarazioni obbligatorie anche su fornitori e subfornitori
Il nuovo modello prevede l’inserimento nelle procedure di gara di criteri premiali, clausole di esecuzione, verifiche e possibili sanzioni. Alle imprese sarà richiesta anche una dichiarazione obbligatoria sul rispetto degli standard sociali minimi lungo l’intera catena di fornitura, comprendendo quindi fornitori e subfornitori.
Le verifiche dovranno essere applicate secondo criteri di proporzionalità e trasparenza. Tra gli aspetti presi in considerazione figurano le condizioni di lavoro, la salute e la sicurezza, la parità di genere, l’inclusione, l’affidabilità delle forniture e il rispetto dei diritti umani.
Il vicepresidente regionale Vincenzo Colla ha spiegato che l’obiettivo è utilizzare il potere d’acquisto pubblico come leva per contrastare fenomeni di dumping economico e irregolarità lungo le filiere produttive. La Regione intende inoltre valorizzare le imprese che investono in certificazioni e standard verificabili, prevedendo anche controlli sui soggetti coinvolti nelle fasi di subfornitura.
Dal 60% dei bandi nel 2026 all’80% nel 2028
Nel Piao 2026-2028 sono stati stabiliti target annuali precisi. La percentuale dei bandi Intercent-ER che comprendono criteri sociali ed etici dovrà raggiungere il 60% nel 2026, salire al 70% nel 2027 e arrivare all’80% nel 2028.
Intercent-ER avrà anche il compito di operare come centro di una rete di competenze destinata alle stazioni appaltanti del territorio. Sono previsti percorsi formativi per rendere sistematica l’applicazione dei nuovi criteri e uniformare le modalità con cui vengono introdotti nelle gare pubbliche.
Il precedente del bando per le divise della Polizia Locale
Un’applicazione di questo approccio era già stata sperimentata nella gara per la fornitura di vestiario a ridotto impatto ambientale destinato ai Comandi di Polizia Locale, premiata al Forum Compraverde 2025 come miglior bando sociale.
In quella procedura erano stati valorizzati i produttori dotati delle certificazioni SA8000 e ISO 45001, legate rispettivamente alla responsabilità sociale e ai sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Secondo i dati regionali, la quasi totalità dei capi forniti è arrivata da produttori certificati.
Le nuove linee di indirizzo estendono ora questo metodo al sistema degli acquisti sanitari regionali, collegando criteri economici, affidabilità delle forniture e verifica delle condizioni sociali all’interno delle procedure di gara.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to