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Emilia-Romagna, consumo di suolo -70%: si aggiorna la legge

25/09/2026

Emilia-Romagna, consumo di suolo -70%: si aggiorna la legge

Il consumo netto di suolo in Emilia-Romagna è sceso a 344,69 ettari, il valore più basso registrato nel quinquennio 2022-2026 e inferiore del 70% rispetto al dato del 2025. È uno dei risultati presentati dalla Regione all’Opificio Golinelli di Bologna durante l’iniziativa dedicata alla rigenerazione dei territori, occasione scelta anche per avviare il percorso di aggiornamento della legge urbanistica regionale 24 del 2017. Al bilancio si aggiungono oltre 20.700 ettari di previsioni insediative non attuate cancellati e 248,1 milioni di euro di investimenti attivati per progetti di rigenerazione urbana.

Consumo netto di suolo a 344,69 ettari

I dati della Campagna 2026 di Arpae, riferiti al periodo di osservazione 2024-2025 e presentati in anteprima, indicano una netta diminuzione del consumo netto di suolo. La velocità passa infatti da 3,09 a 0,94 ettari al giorno, mentre il nuovo consumo permanente, legato soprattutto alla realizzazione di edifici e infrastrutture, si attesta a 59,35 ettari complessivi, pari a 0,16 ettari al giorno.

Le superfici ripristinate raggiungono invece 122,85 ettari. L’Indice di circolarità del suolo si colloca al 26,28%: in termini concreti, per ogni dieci ettari di nuovo consumo reversibile, oltre 2,6 ettari vengono recuperati. La nuova campagna introduce anche una classificazione specifica per le trasformazioni temporanee, distinguendo per esempio le occupazioni legate ai cantieri delle grandi opere destinate successivamente al ripristino. Questa modifica metodologica incide sul confronto diretto con le annualità precedenti.

La Regione segnala inoltre la cancellazione di oltre 20.700 ettari di previsioni insediative rimaste senza attuazione. Gli Accordi operativi approvati fino a questo momento hanno invece riguardato esclusivamente aree già urbanizzate.

Rigenerazione urbana, 248 milioni di investimenti in 175 Comuni

Un altro capitolo riguarda gli interventi di recupero urbano finanziati attraverso i tre bandi regionali del 2018, 2021 e 2024. I contributi regionali e statali ammontano complessivamente a 124,3 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti 123,8 milioni di cofinanziamento locale. Il totale degli investimenti attivati raggiunge così 248,1 milioni di euro per 191 interventi in 175 Comuni.

Nella Città metropolitana di Bologna risultano finanziati 32 progetti con 20,7 milioni di euro di contributi. Reggio Emilia conta altrettanti interventi, con 23,7 milioni, mentre Parma raggiunge 23 progetti per 16,3 milioni. A Forlì-Cesena sono 26 gli interventi finanziati, a Modena 19, a Piacenza 18, a Rimini 16, a Ferrara 13 e a Ravenna 12.

La Regione sta inoltre lavorando alla definizione di nuovi indicatori destinati a misurare gli effetti degli investimenti oltre il loro valore economico, considerando anche le ricadute territoriali, ambientali e sociali prodotte nel tempo.

Bonifiche: interventi su siti inquinati e nuovi fondi

Sul versante delle bonifiche ambientali, all’Emilia-Romagna sono stati assegnati 33 milioni di euro per 17 siti finanziati dal Pnrr. Gli interventi realizzati hanno consentito, secondo i dati illustrati dalla Regione, di liberare il 92,75% della superficie candidata, superando l’obiettivo fissato al 70%.

Dei circa 1.400 siti censiti sul territorio regionale, il 60% risulta bonificato, mentre per il restante 40% sono in corso attività nelle diverse fasi previste. La Regione gestisce anche 5 milioni di euro del decreto ministeriale 269/2020 per cinque siti la cui chiusura è programmata nel 2026 e ha istituito un programma triennale 2026-2028 da 9 milioni di euro.

Tra gli esempi presentati a Bologna figurano le ex Fonderie Riunite di Modena, dove il recupero interessa circa 43mila metri quadrati destinati a un polo dell’innovazione, e l’area ex Amga di Ferrara. Qui il progetto Varco prevede un nuovo corridoio verde tra via Bologna e le mura cittadine. La prima fase della bonifica ha certificato 5.780 metri quadrati di suolo bonificato o messo in sicurezza permanente, oltre il traguardo Pnrr di 5.500 metri quadrati.

Parte il percorso per aggiornare la legge urbanistica

A quasi nove anni dall’approvazione della legge regionale 24 del 2017, la Giunta intende ora aprire una fase di revisione normativa. Il presidente Michele de Pascale e l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo hanno indicato come punti da preservare la riduzione del consumo di suolo e la priorità attribuita alla rigenerazione delle aree già costruite, annunciando al tempo stesso un confronto con Comuni, Province, professionisti, associazioni e parti sociali.

Tra i temi destinati al confronto figurano la semplificazione dei Pug, il rafforzamento della pianificazione di area vasta, le politiche abitative, l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici e la gestione delle trasformazioni collegate alla logistica e ai data center.

Ad oggi sono 44 i Comuni che hanno già approvato il Pug, mentre altri 46 hanno superato la fase di assunzione e 39 sono nella fase di consultazione preliminare. Nel complesso, secondo i dati regionali, quasi il 62% dei Comuni dell’Emilia-Romagna è impegnato nell’adeguamento o nell’attuazione dei nuovi strumenti urbanistici.

Confronto nelle province prima dell’iter in Giunta

Il percorso partirà con una fase di ascolto e co-progettazione attraverso incontri nelle province, coinvolgendo anche l’Istituto nazionale di urbanistica e il Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale. Successivamente sarà predisposta una proposta di aggiornamento da sottoporre al Tavolo per il monitoraggio dell’applicazione della legge.

È previsto poi un secondo ciclo di incontri territoriali, seguito da un appuntamento regionale conclusivo. Solo dopo questa fase prenderà avvio l’iter formale in Giunta regionale e, successivamente, il passaggio in Assemblea legislativa per l’esame delle modifiche alla normativa urbanistica.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to