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Bologna, tassa di soggiorno: Confcommercio dice no ai 10 euro

25/09/2026

Bologna, tassa di soggiorno: Confcommercio dice no ai 10 euro

Confcommercio Ascom Bologna si schiera contro l’ipotesi di portare fino a 10 euro la tassa di soggiorno e chiede che le risorse già incassate vengano utilizzate maggiormente per decoro urbano, servizi e promozione turistica. La presa di posizione arriva dopo la richiesta del sindaco Matteo Lepore al Governo di consentire anche a Bologna un tetto più elevato per l’imposta applicata ai pernottamenti. Il primo cittadino ha indicato come riferimento Firenze e ha sostenuto la necessità di maggiori entrate per finanziare interventi e servizi cittadini. 

Confcommercio contraria all’ipotesi dei 10 euro

Secondo Confcommercio Ascom Bologna, un aumento fino a 10 euro potrebbe incidere sulla competitività turistica della città e produrre effetti sulla filiera dell’accoglienza. L’associazione richiama in particolare il turismo fieristico e d’affari, insieme ai flussi legati ai soggiorni per vacanza, sostenendo che l’attuale situazione economica renda i viaggiatori maggiormente attenti alle spese complessive.

La richiesta avanzata dall’organizzazione presieduta da Enrico Postacchini è rivolta anche al Governo. Confcommercio chiede che per il 2027 non venga resa strutturale la misura straordinaria che ha innalzato il limite massimo dell’imposta da 5 a 7 euro e, soprattutto, che non venga accolta l’ipotesi di un ulteriore innalzamento fino a 10 euro.

Per il 2026, a Bologna l’imposta varia in base al prezzo del pernottamento: le tariffe vanno da 4 a 7 euro a persona per notte per le strutture ricettive ordinarie, mentre campeggi e ostelli applicano una quota fissa di 2,80 euro.

Il confronto sull’utilizzo delle risorse incassate

Uno dei principali punti sollevati da Confcommercio riguarda la destinazione del gettito già disponibile. L’associazione ritiene che le entrate provenienti dalla tassa di soggiorno debbano essere impiegate per migliorare il decoro, contrastare situazioni di degrado, rafforzare i servizi e sostenere manifestazioni capaci di generare presenze turistiche.

Il sindaco Lepore ha invece spiegato che le risorse dell’imposta sono necessarie alle città per finanziare diverse attività e ha dichiarato che il Comune ha già deciso di destinare una quota maggioritaria al decoro urbano e alla pulizia. Secondo i dati citati dal sindaco, Bologna ricava dalla tassa circa 24 milioni di euro all’anno, una cifra utilizzata nel confronto pubblico con altre grandi destinazioni turistiche italiane. 

Il turismo fieristico al centro delle preoccupazioni

Nella posizione espressa da Ascom Bologna, particolare attenzione viene riservata alle possibili conseguenze sul sistema ricettivo e sul turismo fieristico e professionale, componente rilevante dei flussi che interessano la città durante l’anno. L’associazione teme che un ulteriore costo applicato ai pernottamenti possa incidere sulle scelte dei visitatori e sulla spesa complessiva sostenuta durante il soggiorno.

Per Confcommercio, la priorità dovrebbe quindi essere quella di utilizzare le entrate già disponibili per rendere Bologna più curata, accessibile e attrattiva, rafforzando i servizi destinati sia ai visitatori sia alla città. La posizione dell’associazione si inserisce così nel confronto aperto sulla futura entità dell’imposta e sulla destinazione delle somme raccolte, mentre l’eventuale innalzamento del limite richiederebbe un intervento normativo nazionale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.