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Microcredito in Emilia-Romagna, fondo da 3 milioni per le famiglie

30/09/2026

Microcredito in Emilia-Romagna, fondo da 3 milioni per le famiglie

Un fondo da 3 milioni di euro nel triennio 2026-2028, pari a un milione all’anno, per sostenere le famiglie dell’Emilia-Romagna che attraversano una temporanea difficoltà economica e non riescono ad accedere ai tradizionali canali bancari. La commissione Politiche economiche dell’Assemblea legislativa, presieduta da Luca Quintavalla, ha approvato il progetto di legge della Giunta sul microcredito. Il testo passa ora all’Aula per la discussione e il voto definitivo.

Prestiti fino a 10mila euro senza garanzie reali

Il progetto prevede la costituzione di un Fondo regionale di garanzia destinato a favorire l’accesso a piccoli finanziamenti a condizioni agevolate, attraverso l’abbattimento o l’azzeramento degli interessi. L’obiettivo dichiarato è offrire una risposta alle situazioni di vulnerabilità temporanea e ridurre il rischio che famiglie in difficoltà possano ricorrere a forme di credito particolarmente onerose, con conseguente esposizione a sovraindebitamento o usura.

I beneficiari, residenti in Emilia-Romagna, potranno ottenere finanziamenti fino a un massimo di 10mila euro per nucleo familiare, con restituzione entro cinque anni. Non sarà necessario presentare garanzie reali, come un’ipoteca sull’abitazione.

Il prestito non sarà a fondo perduto. Le risorse potranno essere utilizzate esclusivamente per esigenze considerate primarie, tra cui spese mediche urgenti, affitti, bollette di luce e gas, tasse scolastiche, materiale per l’istruzione dei figli e interventi urgenti per la messa a norma o l’efficientamento energetico dell’abitazione.

La misura per chi affronta una difficoltà temporanea

Il microcredito è rivolto alle famiglie che si trovano in una fase di vulnerabilità economica determinata, ad esempio, dalla perdita del lavoro, dalla cassa integrazione, dall’insorgenza di una condizione di non autosufficienza o da spese impreviste che non possono essere rinviate.

La proposta nasce da un quadro socioeconomico nel quale, secondo i dati richiamati nel provvedimento, il rischio di povertà o esclusione sociale in Emilia-Romagna è pari all’8,2%, coinvolgendo circa 366mila residenti. La quota di persone in condizioni di grave indigenza è passata dall’1,3% all’1,7%, mentre la povertà relativa interessa il 6,7% della popolazione regionale, pari a circa 299mila persone.

Tutor di educazione finanziaria per i beneficiari

Accanto al finanziamento è previsto un percorso di accompagnamento. In collaborazione con l’Ente nazionale per il microcredito, ogni beneficiario potrà essere seguito gratuitamente da tutor specializzati nell’educazione finanziaria.

Il supporto sarà orientato alla gestione del bilancio familiare, alla programmazione delle spese e alla costruzione di condizioni che consentano di recuperare progressivamente autonomia economica. La commissione ha inoltre approvato un emendamento che rafforza proprio la componente dedicata alla gestione consapevole delle risorse.

Gli emendamenti approvati in commissione

Durante l’esame del testo sono state introdotte diverse modifiche. Tra queste, una proposta di Vincenzo Paldino per ampliare il coinvolgimento di enti locali e Terzo settore, una di Luca Sabattini sull’educazione finanziaria dei beneficiari e una di Lorenzo Casadei per favorire il coordinamento con altri interventi di microcredito già presenti sul territorio regionale.

Approvato anche un emendamento di Alessandro Aragona che prevede un’informativa preventiva alla commissione competente sui criteri di assegnazione delle risorse definiti dalla Giunta. Due proposte di Marco Mastacchi introducono invece una valutazione della sostenibilità finanziaria degli interventi e un monitoraggio biennale degli effetti della legge.

Il provvedimento ha ottenuto il voto favorevole delle forze di centrosinistra e l’astensione del centrodestra. Nel dibattito sono emerse valutazioni differenti: la maggioranza ha sostenuto l’utilità della misura come strumento di protezione per le famiglie vulnerabili, mentre le opposizioni hanno sollevato dubbi sulla possibilità che nuovi prestiti possano aggravare situazioni debitorie già esistenti. La decisione finale spetterà ora all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to