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Italia, Confcooperative sul Piano economia sociale

03/07/2026

Italia, Confcooperative sul Piano economia sociale

Confcooperative accoglie con favore l’informativa sul Piano nazionale dell’economia sociale presentata dal Consiglio dei ministri, ma chiede al Governo un impegno più netto nella fase attuativa. Il presidente Maurizio Gardini definisce il documento un passaggio atteso per dare alla cooperazione italiana una cornice di sviluppo più adeguata, dopo la presentazione dell’Action Plan richiesto dall’Unione Europea.

Il ruolo della cooperazione nel nuovo Piano

Secondo Confcooperative, il Piano può diventare uno strumento utile per riconoscere in modo più organico il peso dell’economia sociale nel sistema produttivo nazionale. Al centro c’è il mondo cooperativo, indicato da Gardini come una realtà capace di tenere insieme mercato, lavoro, comunità e bene comune.

Il presidente parla di una scelta richiesta da tempo e giudica positiva la direzione intrapresa, pur segnalando che le risorse disponibili restano limitate. L’obiettivo, per Confcooperative, è costruire un ecosistema unitario dell’economia sociale, nel quale cooperazione, Terzo settore, enti religiosi e sport dilettantistico possano trovare spazio nel rispetto delle rispettive specificità.

La cooperazione viene descritta come la componente storica e più diffusa dell’economia sociale in Italia. Per questo, l’approvazione del Piano viene letta come un riconoscimento politico e istituzionale, ma anche come l’avvio di un percorso che dovrà tradursi in misure concrete, strumenti operativi e scelte coerenti sul piano economico e fiscale.

Fiscalità cooperativa e parità di trattamento

Uno dei punti richiamati da Gardini riguarda la necessità di distinguere tra soggetti economici diversi. Per Confcooperative, applicare regole identiche a realtà con finalità, vincoli e modelli proprietari differenti rischia di non cogliere la natura specifica delle imprese cooperative.

Il tema emerge con forza sulla fiscalità. Gardini richiama la detassazione degli utili destinati al patrimonio indivisibile, precisando che non si tratta di un vantaggio improprio, ma della conseguenza naturale del fatto che quelle risorse non possono essere distribuite ai soci. In questa prospettiva, gli obiettivi del Piano potrebbero contribuire anche al percorso di riforma fiscale avviato dall’esecutivo.

Dal confronto con il Governo alla fase attuativa

Confcooperative riconosce il lavoro svolto dal Governo e cita in particolare il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, la sottosegretaria Lucia Albano e la viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci, che hanno accompagnato l’elaborazione del documento.

Per Gardini, il fatto che il Governo abbia ascoltato le istanze della cooperazione rappresenta un segnale significativo. Ora, però, il nodo passa dall’impostazione alla realizzazione: servono tempi, risorse e strumenti amministrativi in grado di rendere il Piano efficace per imprese, territori e comunità.

Il presidente di Confcooperative assegna infine all’iniziativa anche un valore culturale. L’economia sociale, sostiene, arricchisce la politica economica italiana e richiama una visione nella quale impresa, responsabilità e coesione sociale non sono elementi separati, ma parti di uno stesso modello di sviluppo.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.