Scuole in Emilia-Romagna, ANCI chiede un piano anti-caldo
03/07/2026
ANCI Emilia-Romagna chiede al ministro Giuseppe Valditara un piano straordinario per adattare nidi e scuole agli effetti del caldo estremo. La richiesta arriva dopo le ondate di calore che stanno colpendo l’Europa e che, secondo l’associazione dei Comuni, hanno mostrato con chiarezza l’inadeguatezza termica di molti edifici scolastici, proprio nel periodo in cui cresce la domanda delle famiglie per centri estivi e attività educative durante i mesi più caldi.
Lettera al Ministero: due richieste per nidi e plessi scolastici
Il presidente di ANCI Emilia-Romagna, Marco Panieri, e la coordinatrice regionale all’Istruzione, Marwa Mahmoud, hanno scritto al ministro dell’Istruzione e del Merito chiedendo un riscontro su due priorità. La prima riguarda l’avvio di una programmazione a medio termine per dotare gli edifici scolastici di impianti e soluzioni permanenti, sicure ed ecocompatibili. La seconda riguarda uno stanziamento immediato per interventi d’urgenza, necessari a rendere vivibili da subito nidi, scuole e spazi educativi.
La lettera è stata inviata il 29 giugno anche ad ANCI nazionale e successivamente, per conoscenza, alla Regione Emilia-Romagna. Al centro del documento c’è una questione che riguarda direttamente i Comuni, proprietari di gran parte degli edifici scolastici e già impegnati a gestire l’emergenza con condizionatori, sistemi di ventilazione e soluzioni provvisorie.
Centri estivi nelle scuole, il nodo della vivibilità
Le strutture scolastiche ospitano una parte significativa dei centri estivi organizzati da Comuni ed enti del Terzo settore. Per questo, sostiene ANCI Emilia-Romagna, l’adattamento climatico degli edifici non può essere rinviato: nei mesi in cui le temperature aumentano, gli stessi spazi devono garantire sicurezza, benessere e continuità dei servizi educativi per bambini, ragazzi e famiglie.
Mahmoud evidenzia che il patrimonio scolastico italiano non è preparato al nuovo scenario climatico. Le ondate di calore, ormai estese da maggio a settembre, rendono molte aule e sezioni poco adatte allo svolgimento di attività educative, soprattutto nei nidi e nei plessi utilizzati durante l’estate. Da qui la richiesta di affrontare insieme interventi immediati e programmazione strutturale.
Interventi ecologici e piano pluriennale nazionale
Per ANCI Emilia-Romagna, la risposta non può limitarsi a misure tampone. Panieri richiama la necessità di un programma pluriennale di edilizia scolastica leggera, finanziato dallo Stato e con una portata paragonabile agli interventi del PNRR. Il piano dovrebbe comprendere sistemi di climatizzazione e raffrescamento, ma anche schermature solari, tendaggi, alberature ombreggianti, impianti alimentati da energia rinnovabile e isolamento termico degli edifici.
L’associazione insiste sulla scelta di soluzioni ecocompatibili, capaci di migliorare il comfort senza aumentare il peso ambientale degli edifici. L’obiettivo è rendere scuole e nidi pienamente fruibili anche durante la stagione estiva, tutelando bambini, operatori, insegnanti e famiglie.
La richiesta dei Comuni emiliano-romagnoli mette quindi al centro un tema ormai strutturale: il caldo estremo non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza, ma la capacità degli edifici pubblici di continuare a svolgere la propria funzione in un clima che cambia. Per il sistema scolastico, la sfida è garantire ambienti sicuri, accessibili e sostenibili durante tutto l’anno.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to