Emilia-Romagna, post alluvione: erogati 224,5 milioni
23/09/2026
Ammontano a 224,5 milioni di euro i contributi già erogati a famiglie, imprese e soggetti del terzo settore colpiti dalle alluvioni che hanno interessato l’Emilia-Romagna nel maggio 2023 e tra settembre e ottobre 2024. Il dato è stato fornito dalla sottosegretaria alla Presidenza della Regione Manuela Rontini durante il question time del 22 settembre, in risposta a un’interrogazione della consigliera regionale del Pd Francesca Lucchi sullo stato della ricostruzione. I contributi complessivamente concessi raggiungono 360 milioni di euro, mentre il 73% degli interventi pubblici risulta concluso secondo quanto comunicato in Assemblea legislativa.
Oltre 6.500 domande istruite per la ricostruzione privata
I dati aggiornati della struttura commissariale indicano 6.597 domande istruite: 4.982 riguardano immobili residenziali, 1.606 fanno riferimento ad attività produttive e nove interessano il terzo settore. La ricostruzione privata è stata affiancata nel corso del 2026 da nuovi strumenti commissariali destinati a disciplinare casi specifici e a semplificare alcune procedure.
Tra i provvedimenti citati dalla sottosegretaria figurano l’ordinanza 60 sulla delocalizzazione degli immobili residenziali, la 61 relativa alla ricostruzione delle imprese e la 63, che ha attivato un finanziamento agevolato assistito dal credito d’imposta per le famiglie con danni superiori a 30mila euro.
Sul fronte delle opere pubbliche, risultano programmati 6.011 interventi per circa 2,5 miliardi di euro. Le attività già concluse riguardano soprattutto i lavori di somma urgenza e quelli classificati come urgenti, mentre prosegue la progettazione delle opere più complesse, comprese le ricostruzioni di edifici e infrastrutture completamente distrutti. Questi interventi rappresentano circa il 60% del valore finanziario del Piano speciale di ricostruzione approvato con l’ordinanza 57 del 2026.
Chiesti altri 99,8 milioni per rimodulare il Piano
La struttura commissariale sta lavorando anche alla rimodulazione del Piano speciale di ricostruzione. La procedura è articolata in due fasi: la prima riguarda il completamento delle opere già finanziate, mentre la seconda consente di inserire nuovi interventi collegati direttamente ai danni provocati dalle alluvioni.
Secondo quanto riferito da Rontini, a luglio il presidente sub-commissario ha trasmesso alla struttura commissariale le proposte avanzate dai soggetti beneficiari. Le richieste di integrazione finanziaria correttamente istruite raggiungono complessivamente 99.794.281,87 euro. L’ordinanza di rimodulazione attende il completamento dell’iter indicato dalla struttura commissariale, compreso il visto della Corte dei Conti.
È stata nel frattempo avviata anche la seconda fase per raccogliere ulteriori richieste relative a beni e infrastrutture pubbliche ancora compromessi. La scadenza inizialmente fissata al 15 settembre è stata prorogata dopo le richieste avanzate da diversi soggetti beneficiari. Per questo motivo non è ancora disponibile un quadro definitivo sul numero delle domande e sul loro valore complessivo, a fronte di circa 370 milioni di euro disponibili.
Dal 2027 previsti 919 milioni contro il rischio idrogeologico
Un altro capitolo riguarda il Programma straordinario per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. Per l’Emilia-Romagna sono previsti 919 milioni di euro nell’arco di dodici anni a partire dal 2027. Rontini ha precisato che nel bilancio dello Stato risultano formalmente stanziati 120 milioni per i primi tre anni, nell’ambito delle risorse destinate anche a Toscana e Marche.
La struttura commissariale è inoltre impegnata nella rendicontazione di 328,8 milioni di euro del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, utilizzati per finanziare parte del Piano speciale. Parallelamente si è conclusa la fase di controllo sugli interventi rendicontati nell’ambito della misura M2C4 del PNRR.
La consigliera Francesca Lucchi aveva chiesto alla Giunta un quadro aggiornato sulle opere realizzate, sulle risorse ancora disponibili e sulle difficoltà da affrontare. La Regione ha inoltre attivato un gruppo tecnico per definire criteri di priorità e stime dei costi degli interventi strutturali lungo i corsi d’acqua, anche in relazione all’aggiornamento della pianificazione dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.
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