Emilia-Romagna, arresti cardiaci: proposta in commissione
22/09/2026
Una rete regionale più coordinata per affrontare gli arresti cardiaci extraospedalieri, con maggiore diffusione dei defibrillatori, formazione dei cittadini, raccolta dei dati e collaborazione tra 118, strutture sanitarie, scuole, associazioni e Terzo settore. È il contenuto della proposta di legge presentata da Partito democratico e Civici e discussa il 21 settembre nell’udienza conoscitiva della commissione Politiche per la salute dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Il provvedimento, che non è ancora una legge approvata, ha come primo firmatario Gian Carlo Muzzarelli e ha raccolto durante l’audizione osservazioni di medici, infermieri, farmacisti e rappresentanti delle associazioni impegnate nella rianimazione e nella prevenzione.
Defibrillatori, formazione e una rete regionale integrata
Il progetto punta a organizzare in una strategia regionale gli strumenti già disponibili e le nuove attività di prevenzione. Tra gli interventi previsti figurano il potenziamento della rete dei defibrillatori automatici esterni, i DAE, il loro monitoraggio, il rafforzamento del Registro regionale degli arresti cardiaci extraospedalieri e della piattaforma digitale DAE respondER, oltre a un coordinamento stabile tra aziende sanitarie, sistema di emergenza, volontariato, scuole e associazioni sportive.
Il relatore Giovanni Gordini, dei Civici, ha richiamato la rapidità dell’intervento come elemento determinante quando si verifica un arresto cardiaco e ha indicato nell’organizzazione uniforme della rete regionale uno degli obiettivi della proposta. Il relatore di minoranza Luca Pestelli, di Fratelli d’Italia, ha auspicato un percorso condiviso e il coinvolgimento dei diversi soggetti interessati, collegando il provvedimento alla normativa nazionale già esistente.
A Bologna 1.160 defibrillatori, 931 risultano mappati e operativi
Nel corso dell’audizione, diversi professionisti hanno concentrato l’attenzione sulla necessità di conoscere con precisione la posizione e l’effettiva disponibilità dei dispositivi. Guglielmo Imbriaco, infermiere del 118, ha riferito che nel territorio della Città metropolitana di Bologna sono presenti 1.160 defibrillatori, dei quali 931 risultano mappati e operativi. Il tema, secondo gli interventi raccolti in commissione, riguarda quindi sia la quantità dei dispositivi sia la possibilità per cittadini e soccorritori di individuarli rapidamente.
Federico Semeraro, dell’European Resuscitation Council, ha richiamato il peso degli arresti cardiaci sulla popolazione e ha valutato positivamente l’impostazione sistemica della proposta. Luigi Bagnoli, presidente dell’Ordine dei Medici, ha invece posto l’accento sulla fase applicativa e sulla necessità di coinvolgere cittadini disponibili a partecipare alla rete di primo intervento.
Prevenzione, registri e collaborazione con il territorio
Tra gli aspetti discussi figurano anche la raccolta e l’integrazione dei dati. Simone Barocini, del 118 Emilia Est, ha evidenziato l’utilità di rendere interoperabili i diversi database e di investire sulla formazione. Elena Biagini dell’IRCCS Sant’Orsola di Bologna ha richiamato la prevenzione rivolta ai giovani e la necessità di disporre di informazioni strutturate sui casi e sui decessi.
Il progetto comprende inoltre programmi di sensibilizzazione, ricerca e riabilitazione per le persone sopravvissute a un arresto cardiaco, insieme al coinvolgimento delle scuole e del Terzo settore. La proposta illustrata in commissione prevede anche la settimana regionale “Viva!”, dedicata alla conoscenza delle manovre salvavita e alla prevenzione.
Andrea Capelli di Assofarm Emilia-Romagna ha ricordato l’esperienza delle farmacie del territorio bolognese, dove sono già stati installati decine di defibrillatori, mentre Carlo Coniglio, direttore della Rianimazione intra ed extraospedaliera dell’Ausl di Bologna, ha indicato nella collaborazione fra rete ospedaliera e associazioni uno degli elementi da sviluppare. L’iter legislativo proseguirà ora nelle sedi dell’Assemblea regionale dopo la fase di ascolto delle osservazioni e delle proposte dei soggetti coinvolti.
Articolo Precedente
Bologna, 32enne arrestato: tre carabinieri feriti durante il controllo
Articolo Successivo
Emilia-Romagna, post alluvione: erogati 224,5 milioni
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to