Emilia-Romagna, 500mila euro per sviluppare videogiochi
17/06/2026
La Regione Emilia-Romagna ha approvato un bando da 500mila euro per sostenere lo sviluppo di videogiochi e contenuti immersivi interattivi realizzati da piccole e medie imprese del territorio. Le risorse arrivano dal Programma regionale Fesr 2021-2027 e puntano a rafforzare un comparto considerato strategico per le imprese culturali e creative, capace di generare occupazione qualificata, proprietà intellettuale, nuova imprenditoria e ricadute economiche sulle filiere digitali collegate.
Domande dal 21 luglio al 3 settembre 2026
Il bando si aprirà alle ore 10 del 21 luglio 2026 e resterà accessibile fino alle ore 13 del 3 settembre 2026. Le domande dovranno essere presentate attraverso l’applicativo regionale Sfinge 2020. Il contributo potrà coprire fino al 60% della spesa ammissibile, con un importo massimo di 50mila euro per progetto.
La percentuale di sostegno potrà salire al 65% in presenza di specifici requisiti premianti, tra cui ricadute positive sull’occupazione, presenza femminile o giovanile rilevante, possesso del rating di legalità, localizzazione dell’impresa in area interna o montana e sviluppo di videogiochi accessibili anche a persone con disabilità motorie, visive, uditive o cognitive. Anche in questi casi, il tetto massimo del contributo resterà fissato a 50mila euro.
Possono partecipare le piccole e medie imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, purché regolarmente costituite, attive e iscritte al Registro delle Imprese della Camera di commercio competente. È inoltre richiesta la presenza di una sede legale o di un’unità locale in Emilia-Romagna nella quale venga sviluppato il progetto candidato.
Prototipi, vertical slice e contenuti immersivi
La misura finanzia progetti di sviluppo di videogiochi ed esperienze immersive interattive fruibili su Pc, console e dispositivi mobili. Sono ammissibili le attività comprese tra la fase di ideazione, anche pre-concept, e la realizzazione di un prototipo o di una vertical slice, cioè una porzione rappresentativa del gioco utile a dimostrarne qualità, meccaniche, stile e potenziale commerciale.
L’obiettivo è permettere alle imprese di arrivare a una fase progettuale sufficientemente solida per presentarsi a publisher, investitori, incubatori, acceleratori o partner industriali. La Regione punta così a sostenere non soltanto la produzione tecnica, ma anche il posizionamento competitivo delle realtà locali sui mercati nazionali e internazionali.
Tra le spese ammissibili rientrano il personale dipendente impegnato nella sede di progetto, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, anche part time. Sono inoltre finanziabili consulenze specialistiche strategiche, licenze software, abbonamenti per l’utilizzo di software, servizi in cloud computing e software as a service, acquisto di hardware e spese di trasferta per la partecipazione a fiere B2B, compresi viaggio, vitto e alloggio, quando finalizzate alla presentazione del prototipo o della vertical slice realizzati.
Le spese dovranno essere sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 giugno 2027. Il bando, quindi, guarda sia a progetti già avviati nell’anno in corso sia a percorsi di sviluppo che proseguiranno nei prossimi mesi.
Un settore in crescita tra cultura, digitale e intelligenza artificiale
La decisione della Regione arriva in un momento di espansione per il mercato dei videogiochi. Secondo i dati elaborati dal Consorzio Iidea e da Art-ER, nel 2024 il comparto nazionale ha raggiunto un valore complessivo vicino ai 2,4 miliardi di euro, con una crescita annua del 3% trainata soprattutto da software e contenuti digitali. Tra il 2022 e il 2024 il numero degli addetti è aumentato del 19%, arrivando a 2.800 occupati in Italia, mentre i giocatori appassionati sono oltre 14 milioni.
In Emilia-Romagna il settore può contare su decine di imprese attive nel software e nel gaming. La regione è indicata tra i territori a maggiore valore aggiunto a livello nazionale, quarta dopo Lombardia, Lazio e Veneto, e seconda dopo la Lombardia se si considerano soltanto gli studi di sviluppo videogiochi. Un dato che conferma la presenza di competenze tecniche e creative già radicate nel territorio.
Il vicepresidente regionale con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, hanno collegato il nuovo bando alla strategia di specializzazione intelligente e alle politiche regionali per le industrie culturali e creative. Secondo la Regione, negli anni sono state avviate iniziative per sostenere l’ecosistema del videogioco, rafforzare le competenze, far crescere le imprese e valorizzare la creazione di nuove proprietà culturali e intellettuali generate in Emilia-Romagna.
Con il nuovo intervento, la Regione punta a consolidare le imprese del comparto, valorizzare creatività e competenze locali, favorire la crescita dimensionale degli operatori e migliorare il loro posizionamento competitivo. Il videogioco viene così riconosciuto come parte piena dell’industria culturale e creativa, ma anche come settore capace di dialogare con digitalizzazione, intelligenza artificiale, formazione avanzata e nuove professionalità.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.