Bologna, tre accordi per potenziare il Gemello Digitale Civico
21/09/2026
La Giunta comunale di Bologna ha approvato tre protocolli d’intesa con Hera, Tper e Acer Bologna per sviluppare ulteriormente il Gemello Digitale Civico della città. Gli accordi, della durata di tre anni e rinnovabili, puntano a mettere in comune dati, modelli di analisi, strumenti di simulazione e applicazioni di intelligenza artificiale. L’obiettivo è costruire un sistema informativo condiviso capace di supportare le decisioni pubbliche su mobilità, servizi, abitare, sostenibilità e trasformazioni urbane.
Hera, Tper e Acer mettono a disposizione dati e competenze
I protocolli definiscono un quadro di cooperazione istituzionale e tecnico-operativa tra il Comune e tre soggetti che gestiscono settori centrali per il funzionamento della città. Il modello prevede lo scambio e l’integrazione delle rispettive basi informative, mantenendo un’impostazione aperta e collaborativa.
Hera contribuirà con dati relativi ai servizi pubblici a rete, tra cui quelli ambientali, energetici e idrici. Queste informazioni potranno essere utilizzate per analizzare il funzionamento delle infrastrutture urbane, studiare scenari legati alla resilienza della città e supportare la pianificazione di servizi con un minore impatto ambientale.
Tper metterà invece a disposizione il patrimonio informativo relativo alla rete del trasporto pubblico, alle flotte e ai transiti. L’integrazione di questi dati consentirà di sviluppare modelli dedicati alla mobilità urbana, valutare gli effetti delle trasformazioni infrastrutturali e approfondire il tema dell’accessibilità nelle diverse aree della città.
Il contributo di Acer Bologna riguarderà il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e i servizi abitativi. Le informazioni potranno alimentare analisi dedicate al welfare abitativo, alla rigenerazione urbana, all’efficientamento energetico degli edifici e alle condizioni di vulnerabilità sociale e climatica.
Un modello digitale per simulare gli scenari della città
Il Gemello Digitale Civico è concepito come una rappresentazione digitale dinamica di Bologna, alimentata da dati provenienti da diverse fonti. Il sistema permette di osservare fenomeni urbani, incrociare informazioni e realizzare simulazioni utili a valutare gli effetti di determinate scelte prima della loro applicazione sul territorio.
L’interoperabilità delle banche dati rappresenta uno degli elementi centrali dei nuovi protocolli. La condivisione delle informazioni dovrebbe consentire una lettura più completa dei fenomeni, mettendo in relazione aspetti che normalmente vengono analizzati separatamente, come trasporti, consumi energetici, condizioni degli edifici, reti dei servizi e fragilità sociali.
Il progetto è collegato anche agli obiettivi di neutralità climatica al 2030. Attraverso modelli di simulazione sarà possibile valutare scenari relativi alle emissioni, alla mobilità, alla gestione delle risorse e all’adattamento della città agli effetti climatici.
Intelligenza artificiale e nuova governance dei dati
I tre accordi si inseriscono in un programma più ampio di innovazione tecnologica portato avanti dal Comune di Bologna. Accanto al Gemello Digitale Civico, l’amministrazione sta lavorando sul rafforzamento della governance dei dati comunali e sulla definizione di una strategia per l’utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale.
L’impostazione prevede inoltre il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, portatori di interesse e cittadini, con l’intento di trasformare il Gemello Digitale in uno strumento utilizzabile per la programmazione delle politiche urbane. L’integrazione dei dati forniti da Hera, Tper e Acer amplia ora il patrimonio informativo disponibile, includendo tre ambiti direttamente collegati alla vita quotidiana della città: servizi essenziali, mobilità e casa.
La durata triennale dei protocolli consentirà di sviluppare progressivamente modelli e strumenti di analisi, aggiornando il sistema con nuovi flussi informativi e adattandolo alle esigenze della pianificazione comunale. Il Gemello Digitale potrà così essere utilizzato per verificare scenari futuri e fornire agli uffici pubblici elementi quantitativi a supporto delle decisioni sulle trasformazioni di Bologna.
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