Suicidio assistito, in Emilia-Romagna parte l’esame della legge
16/06/2026
La commissione Sanità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha avviato l’esame delle proposte di legge sul suicidio medicalmente assistito, dopo l’audizione dei rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni e la scelta del progetto presentato da Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle come testo base per il prosieguo dei lavori. Alla proposta della maggioranza è stato abbinato anche il testo di iniziativa popolare promosso dall’Associazione Coscioni, depositato da tre anni e sostenuto da migliaia di cittadini.
L’audizione dell’Associazione Luca Coscioni
Nel corso dell’audizione, Matteo Mainardi, membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, ha richiamato i tempi trascorsi dalla presentazione della proposta popolare, definendo tre anni un’attesa eccessiva per uno strumento di partecipazione democratica. Mainardi ha sottolineato come, per molte persone malate, tempi così lunghi possano superare le stesse aspettative di vita.
Secondo l’Associazione, malati e famiglie chiedono allo Stato e alla Regione di non essere lasciati soli nel momento più difficile. Il riferimento è alle condizioni individuate dalla Corte costituzionale per la morte volontaria medicalmente assistita: patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e verifica da parte dell’organo etico competente.
Mainardi ha auspicato che il testo scelto dalla commissione, con le necessarie modifiche, possa diventare un punto di partenza per raccogliere il contenuto e il significato della proposta di legge popolare. Per l’Associazione, la presa in carico deve essere sollecita e compatibile con le condizioni fisiche della persona malata, così da garantirne la dignità.
Il nodo delle tempistiche
Pierfrancesco Bresciani, componente del gruppo legale dell’Associazione Coscioni, ha ricordato che il testo di iniziativa popolare era formulato in modo sintetico e faceva riferimento alle condizioni di accesso alla procedura. Gran parte dei principi, ha spiegato, è stata poi confermata dalla giurisprudenza costituzionale.
Bresciani ha evidenziato in particolare il tema dei tempi. La Corte costituzionale, secondo la lettura illustrata in commissione, non ha escluso che la Regione possa garantire tempistiche per il procedimento, pur escludendo una scansione rigidamente perentoria delle singole fasi. Restano quindi due aspetti centrali: l’estensione dei tempi non solo all’accertamento dei requisiti, ma anche all’erogazione della prestazione, e la possibilità di fissare termini di massima per orientare le valutazioni.
Il tema è delicato perché incide direttamente sull’effettività del diritto. Per chi vive una condizione clinica irreversibile e sofferenze considerate intollerabili, procedure troppo lunghe rischiano di rendere impraticabile l’accesso a quanto previsto dalle sentenze della Corte.
Testo base alla maggioranza, scelti i relatori
Su proposta di Paolo Trande, di Avs, la commissione presieduta da Gian Carlo Muzzarelli ha scelto come testo base il progetto di legge regionale presentato da Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle. A favore dell’abbinamento con la proposta di iniziativa popolare hanno votato i rappresentanti del centrosinistra. Contraria Valentina Castaldini, di Forza Italia, mentre i consiglieri di Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto.
La relatrice di maggioranza sarà Alice Parma, del Partito democratico. Per la minoranza è stato indicato Nicola Marcello, di Fratelli d’Italia. Il progetto di legge della maggioranza è a prima firma Paolo Trande ed è sottoscritto anche da Alice Parma, Giovanni Gordini, Vincenzo Paldino, Lorenzo Casadei, Simona Larghetti e Paolo Calvano.
Obiettivo: accesso regolato e condizioni uguali
La proposta punta a regolamentare l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da malattie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche o psichiche giudicate intollerabili. Il quadro richiamato è quello dei principi costituzionali, della giurisprudenza della Corte costituzionale e della legislazione statale sui diritti fondamentali, tra cui il diritto alla cura e all’autodeterminazione.
L’obiettivo dichiarato è garantire equità di accesso e condizioni omogenee a tutti i pazienti emiliano-romagnoli che presentino i requisiti indicati dalla Corte costituzionale per la non punibilità dell’aiuto al suicidio. La discussione in commissione entrerà ora nel merito del testo, delle modifiche possibili e del rapporto tra competenze regionali, organizzazione sanitaria e diritti delle persone malate.
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