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Settembre Insieme, Buzzi: “Cooperative essenziali per le scuole aperte”

11/09/2026

Settembre Insieme, Buzzi: “Cooperative essenziali per le scuole aperte”

Sono 8.005 le bambine e i bambini che hanno partecipato a “Settembre Insieme”, il progetto promosso dalla Regione Emilia-Romagna per offrire attività gratuite nelle due settimane precedenti l’avvio delle lezioni. L’iniziativa ha raccolto 9.253 domande e ha coinvolto 40 Comuni delle 14 Atuss, 143 istituzioni scolastiche e 16 scuole paritarie.

Il primo bilancio della sperimentazione è stato presentato dal presidente della Regione Michele de Pascale e dall’assessora alla Scuola e alle Politiche per l’infanzia Isabella Conti. Tra i partecipanti, circa 600 bambini con disabilità, pari al 7,5% del totale, a conferma dell’attenzione riservata all’inclusione.

Il ruolo della cooperazione sociale

Secondo Antonio Buzzi, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Emilia-Romagna, la cooperazione sociale ha avuto una funzione determinante nell’organizzazione delle attività. Le cooperative hanno affiancato i Comuni nell’accoglienza dei minori e nella gestione dei servizi educativi, sportivi, culturali e ricreativi.

“Le cooperative sociali hanno svolto un ruolo essenziale per consentire lo svolgimento di ‘Settembre Insieme’”, ha dichiarato Buzzi. L’apertura anticipata delle scuole primarie ha permesso a molte famiglie di usufruire di un servizio educativo nel periodo compreso tra la fine delle proposte estive e l’inizio dell’anno scolastico.

Per Confcooperative, l’esperienza maturata durante la prima edizione può diventare la base per una misura più ampia. Buzzi ha chiesto di coinvolgere in modo strutturato gli operatori del settore attraverso strumenti di coprogrammazione e coprogettazione, così da definire insieme agli enti pubblici l’organizzazione e la qualità dei servizi.

La proposta riguarda anche la possibilità di estendere l’offerta a minori di altre fasce d’età. Le cooperative impegnate nell’educazione e nelle attività extrascolastiche possono mettere a disposizione competenze professionali, esperienza sul campo e una conoscenza diretta dei bisogni delle famiglie.

La Regione prepara l’edizione strutturale dal 2027

La Regione Emilia-Romagna ha annunciato l’intenzione di rendere “Settembre Insieme” una misura permanente a partire dal 2027. Il progetto potrebbe essere esteso a tutti i 330 Comuni del territorio regionale e inserito nella futura legge per il sostegno alla natalità e alla genitorialità.

De Pascale e Conti hanno definito la sperimentazione un’esperienza senza precedenti in Italia per ampiezza, regia regionale e dimensione territoriale. La misura è stata costruita in pochi mesi grazie alla collaborazione tra istituzioni, scuole, Comuni, Terzo settore, associazioni, educatori e operatori dei servizi.

I dati raccolti rappresentano una base di lavoro, ma devono essere interpretati tenendo conto delle diverse modalità di accesso, comunicazione e organizzazione adottate nei territori. In alcuni Comuni, per esempio, le iscrizioni sono state chiuse dopo il raggiungimento della capacità disponibile.

Per la Regione, il primo anno ha avuto anche la funzione di laboratorio. Il confronto servirà a individuare le condizioni necessarie per rendere il progetto stabile, definendo criteri, procedure organizzative e risorse economiche.

Questionario per le famiglie e incontri con i territori

Da metà settembre sarà diffuso un questionario online rivolto alle famiglie che hanno utilizzato il servizio. Le domande riguarderanno il funzionamento delle attività, i bisogni emersi, le difficoltà incontrate e le aspettative per il futuro.

A ottobre saranno organizzati focus group con Comuni ed enti locali, rappresentanti del Terzo settore e operatori scolastici. Il percorso sarà affiancato dal dialogo con Anci e con le organizzazioni sindacali. A novembre è previsto un incontro pubblico per presentare i risultati dell’ascolto e le indicazioni utili alla progettazione dell’edizione 2027.

La Regione intende così costruire il nuovo modello insieme alle famiglie e ai soggetti che hanno contribuito alla sperimentazione. Per Confcooperative Federsolidarietà Emilia-Romagna, il coinvolgimento stabile della cooperazione sociale potrà rafforzare la rete dei servizi educativi e rendere l’offerta più adeguata alle esigenze dei diversi territori.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to