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Emilia-Romagna, nuova intesa antimafia con le Prefetture

29/07/2026

Emilia-Romagna, nuova intesa antimafia con le Prefetture

Personale regionale specializzato sarà assegnato temporaneamente alle Prefetture dell’Emilia-Romagna per rafforzare i controlli antimafia, seguire le istruttorie amministrative e monitorare gli appalti pubblici. È il principale contenuto della nuova convenzione siglata dalla Regione con il Ministero dell’Interno e le Prefetture del territorio, presentata dal presidente Michele de Pascale e dall’assessora alla Legalità Elena Mazzoni durante la riunione della Consulta regionale per la legalità e la cittadinanza responsabile.

Le competenze nate durante la ricostruzione post-sisma

L’accordo punta a conservare e utilizzare il patrimonio professionale sviluppato dopo il terremoto del 2012. Durante la ricostruzione furono infatti potenziati gli Uffici Antimafia delle Prefetture di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, chiamati a verificare imprese, affidamenti e cantieri coinvolti negli interventi finanziati con risorse pubbliche.

Oltre dieci anni di collaborazione hanno permesso al personale impiegato di acquisire competenze specifiche nella prevenzione delle infiltrazioni criminali, nell’aggiornamento delle banche dati e nell’analisi della documentazione relativa agli appalti. Con la nuova convenzione, viale Aldo Moro intende evitare che queste professionalità vengano disperse e metterle a disposizione dell’intero sistema territoriale delle Prefetture.

I dipendenti resteranno formalmente alle dipendenze della Regione Emilia-Romagna, che continuerà a sostenerne i costi. Le Prefetture coordineranno invece le attività operative, individuando i fabbisogni, l’organizzazione del lavoro, i percorsi di formazione e i criteri di valutazione.

La durata dell’intesa potrà arrivare fino a sei anni, attraverso successive proroghe della convenzione e delle assegnazioni temporanee. Il meccanismo permetterà quindi di garantire continuità a un’esperienza istituzionale considerata strategica per la tutela dell’economia legale.

De Pascale: «Competenze al servizio della prevenzione»

Il presidente Michele de Pascale ha spiegato che la protezione del territorio dalle infiltrazioni mafiose richiede un’attività quotidiana, sostenuta da strumenti operativi e personale adeguatamente formato. La convenzione, ha osservato, consente di affiancare concretamente le Prefetture e di rafforzare il sistema di prevenzione costruito durante la complessa stagione della ricostruzione.

Per la Regione, la legalità deve essere considerata anche una politica di sviluppo, perché la presenza della criminalità organizzata altera il mercato, penalizza le imprese corrette, condiziona gli investimenti e indebolisce la fiducia nelle istituzioni. In questo quadro, la Consulta regionale viene indicata come luogo stabile di confronto tra amministrazioni, realtà sociali, scuole, università e comunità locali.

Durante la seduta sono stati analizzati i principali rischi presenti sul territorio, con particolare attenzione alla capacità di organizzazioni come camorra e ’ndrangheta di modificare rapidamente strategie, settori di interesse e modalità di infiltrazione. Il monitoraggio riguarda soprattutto le attività economiche, gli appalti e i contesti nei quali l’impiego di rilevanti risorse pubbliche può attirare interessi criminali.

Oltre un milione di euro per i progetti territoriali

L’assessora Elena Mazzoni ha richiamato il rapporto tra prevenzione delle illegalità e coesione sociale. Dal 2011, ha ricordato, l’Emilia-Romagna ha trasformato il contrasto alla criminalità organizzata in un insieme strutturato di politiche normative, culturali e sociali.

Anche nel 2026 la Regione finanzierà con 1,2 milioni di euro progetti locali dedicati alla promozione della legalità, alla cittadinanza responsabile e alla prevenzione delle mafie. Le iniziative sostenute rientrano in un investimento complessivo superiore a 2 milioni di euro e coinvolgono enti locali, associazioni, scuole e altre realtà impegnate sul territorio.

Una parte delle attività riguarda il recupero e il riutilizzo dei beni confiscati, destinati a ospitare servizi, spazi di partecipazione e opportunità per le comunità. Altri interventi sono rivolti ai giovani, alla formazione scolastica, alla ricerca universitaria e alla diffusione di strumenti utili per riconoscere i meccanismi attraverso i quali la criminalità tenta di inserirsi nell’economia legale.

Controlli su appalti, banche dati e istruttorie

Il personale assegnato alle Prefetture potrà essere impiegato nelle verifiche antimafia, nell’esame delle pratiche amministrative e nel monitoraggio degli affidamenti pubblici. Un ulteriore ambito di intervento sarà l’aggiornamento delle banche dati, necessario per rendere più tempestivo lo scambio di informazioni tra le diverse amministrazioni.

La convenzione consolida così una rete permanente di prevenzione, nata in risposta all’emergenza del sisma e ora estesa alla protezione ordinaria del sistema economico regionale. Il modello punta sulla collaborazione tra Regione, Ministero dell’Interno e Prefetture, mantenendo sul territorio competenze maturate attraverso anni di controlli e attività condivise.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to