Caricamento...

Emiliaromagna365 Logo Emiliaromagna365

Emilia-Romagna, il Pd propone la prescrizione sociale nella sanità

12/08/2026

Emilia-Romagna, il Pd propone la prescrizione sociale nella sanità

Integrare i tradizionali percorsi sanitari con attività culturali, sociali e di comunità, coinvolgendo medici, pediatri, infermieri, assistenti sociali e realtà del Terzo settore. È quanto chiede una risoluzione presentata in Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna dalla consigliera del Partito democratico Ludovica Carla Ferrari, con l'obiettivo di rafforzare il ricorso alla cosiddetta prescrizione sociale come strumento complementare alle cure cliniche.

Attività sociali e culturali accanto ai percorsi sanitari

La proposta parte dai cambiamenti demografici e sanitari che interessano la popolazione regionale. Secondo i firmatari, l'aumento dell'età media e la maggiore diffusione delle patologie croniche rendono necessario affiancare alla gestione strettamente sanitaria anche interventi rivolti agli aspetti relazionali, sociali e alla qualità della vita delle persone.

La prescrizione sociale non viene quindi presentata come alternativa ai farmaci, agli esami o alle terapie indicate dai professionisti sanitari. Il modello punta piuttosto a collegare le persone con attività presenti sul territorio, come iniziative culturali, gruppi di attività fisica, laboratori, percorsi musicali o occasioni di socializzazione considerate utili rispetto a particolari condizioni di fragilità.

La risoluzione è sottoscritta, oltre che da Ferrari, dai consiglieri del Pd Fabrizio Castellari, Simona Lembi, Matteo Daffadà, Maria Costi, Barbara Lori, Lodovico Albasi e Niccolò Bosi.

Solitudine e isolamento tra i problemi indicati nella risoluzione

Tra gli aspetti sui quali i consiglieri chiedono maggiore attenzione figurano la solitudine e l'isolamento sociale, considerati fattori capaci di incidere sul benessere fisico, cognitivo e psicologico e, in determinate situazioni, anche sul ricorso ai servizi sanitari.

I firmatari richiamano inoltre un dato sulla struttura delle famiglie emiliano-romagnole: il 40,2% sarebbe composto da una sola persona. Una condizione che, secondo la risoluzione, rende utile sviluppare strumenti in grado di mettere in relazione servizi sanitari, istituzioni locali, associazioni e reti di prossimità.

L'Emilia-Romagna dispone già di alcune esperienze che vengono indicate come esempi di prescrizione sociale o di integrazione tra salute e attività culturali. Tra queste compare “Sciroppo di teatro”, progetto attraverso il quale i pediatri possono prescrivere voucher culturali per assistere a spettacoli teatrali.

Da Sciroppo di teatro ai gruppi di cammino

Tra le iniziative richiamate nell'atto figura anche “Musica e maternità”, rivolto alle neomamme che presentano sintomi di depressione post-parto. La rete “Archivi e salute” propone invece percorsi culturali e laboratori dedicati alle persone con demenza.

Vengono citati inoltre progetti di musicoterapia destinati a minori con disabilità cognitive e i Gruppi di cammino, utilizzati anche nelle attività di prevenzione e contrasto dell'obesità e di alcune patologie metaboliche.

Secondo i consiglieri del Pd, il Terzo settore può assumere un ruolo centrale nella costruzione di queste reti territoriali. Le esperienze esistenti presenterebbero però ancora alcuni limiti: frammentazione dei progetti, assenza di modelli organizzativi comuni, differenze territoriali nell'accesso alle opportunità e mancanza di sistemi uniformi di monitoraggio e valutazione.

Case della comunità al centro della proposta

La risoluzione impegna quindi la Giunta regionale a valorizzare le esperienze di prescrizione sociale già sviluppate sul territorio e a considerare questo approccio anche durante la definizione della nuova legge regionale sulla cultura.

Un ruolo specifico viene indicato per le Case della comunità, che secondo la proposta potrebbero diventare punti territoriali attraverso i quali attivare questi percorsi. Il modello dovrebbe favorire il coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli infermieri di famiglia e di comunità, degli assistenti sociali e delle altre professioni sanitarie territoriali.

L'obiettivo dell'atto è costruire un sistema maggiormente coordinato, capace di collegare sanità, servizi sociali, cultura e associazionismo, riducendo le differenze tra territori e definendo modalità condivise per valutare l'efficacia delle iniziative già avviate in Emilia-Romagna.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to