Alluvione 2023, 20 milioni per le imprese agricole emiliano-romagnole
11/08/2026
Circa 20 milioni di euro già assegnati all’Emilia-Romagna potranno essere utilizzati per completare i ristori alle imprese agricole danneggiate dall’alluvione del maggio 2023 e rimaste escluse dai precedenti interventi di indennizzo. La possibilità deriva dalla norma approvata dalla Camera dei Deputati nell’ambito del disegno di legge ColtivaItalia, che permette di utilizzare le risorse residue della legge 100/2023 anche per interventi di prevenzione del rischio idraulico e del dissesto idrogeologico.
Nuovi ristori per le aziende rimaste senza indennizzo
La disposizione interviene su alcune situazioni che, dopo gli eventi calamitosi del 2023, non avevano trovato una copertura adeguata negli strumenti messi a disposizione del settore agricolo. In Emilia-Romagna erano infatti rimaste escluse diverse aziende che avevano subito danni direttamente riconducibili all’alluvione.
Tra queste figurano imprese che non avevano potuto accedere agli indennizzi del Fondo mutualistico catastrofale Agricat perché non aderenti allo strumento, aziende con terreni danneggiati ma collocati fuori dai cosiddetti layer territoriali utilizzati per identificare le aree ammesse agli indennizzi e realtà agricole colpite da perdite produttive provocate dalle frane, fenomeni che non rientravano nell’ambito operativo del Fondo.
La norma approvata dalla Camera amplia ora le modalità di utilizzo delle somme residue trasferite alle Regioni dopo l’alluvione, permettendo di completare il sistema di sostegno previsto dal decreto-legge 61 del 2023. Il provvedimento dovrà ora proseguire il proprio iter parlamentare al Senato.
Risorse anche contro rischio idraulico e dissesto
Una parte delle economie disponibili potrà essere destinata anche a interventi strutturali di prevenzione. Le risorse potranno finanziare opere finalizzate a ridurre il rischio idraulico e il dissesto idrogeologico nelle aree agricole, aumentando la protezione delle aziende e dei terreni maggiormente esposti agli eventi meteorologici estremi.
I fondi potranno inoltre essere impiegati come cofinanziamento o integrazione di interventi già programmati nell’ambito dello sviluppo rurale. Per l’Emilia-Romagna ciò consentirebbe di potenziare investimenti previsti nel CoPsr, aumentando le risorse disponibili senza rendere necessaria l’attivazione di nuovi strumenti finanziari.
La modifica è stata sostenuta dalla Regione dopo un confronto con le associazioni rappresentative delle imprese agricole e agroalimentari, il Governo e il Parlamento. L’obiettivo indicato dall’amministrazione regionale era utilizzare integralmente le somme già destinate ai territori alluvionati e ampliare la platea delle aziende in grado di ricevere un sostegno.
Mammi: utilizzare fino all’ultimo euro disponibile
L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha definito l’approvazione della norma un risultato significativo per il comparto agricolo emiliano-romagnolo. Secondo l’assessore, le risorse stanziate per l’alluvione devono essere impiegate integralmente, garantendo una risposta anche alle aziende danneggiate che non erano riuscite ad accedere ai precedenti meccanismi di ristoro.
Mammi ha ricordato l’impatto delle alluvioni del 2023 sulle imprese e sulle filiere agroalimentari regionali, evidenziando la necessità di affiancare agli indennizzi investimenti capaci di aumentare la sicurezza del territorio. Il settore deve infatti affrontare contemporaneamente i danni legati agli eventi climatici, l’aumento dei costi di produzione e la necessità di mantenere competitività sui mercati.
Con l’approvazione definitiva della disposizione, i circa 20 milioni di euro destinati all’Emilia-Romagna potranno quindi essere ripartiti tra il completamento dei ristori e gli interventi di prevenzione. La Regione attende ora il passaggio del disegno di legge al Senato per completare l’iter necessario all’utilizzo delle risorse.
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