Emilia-Romagna, Confcommercio sostiene il nuovo Patto regionale
03/08/2026
Confcommercio Emilia-Romagna esprime una valutazione positiva sul nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale presentato dalla Regione. Il presidente dell’associazione, Enrico Postacchini, ha evidenziato la presenza nel documento di diversi temi considerati prioritari dalle imprese del commercio, del turismo e dei servizi: qualità dell’occupazione, transizione ecologica, sostegno alla domanda interna, semplificazione amministrativa e valorizzazione dell’economia sociale.
Qualità del lavoro e contrattazione collettiva
Il Patto, illustrato dal presidente della Regione Michele de Pascale e dal vicepresidente Vincenzo Colla, individua nel benessere delle persone e delle comunità uno degli assi centrali della strategia regionale. Un’impostazione condivisa da Confcommercio, che chiede però di tradurre gli obiettivi generali in misure capaci di sostenere concretamente il tessuto produttivo diffuso.
Postacchini ha richiamato in particolare il riferimento alla contrattazione collettiva tra le parti sociali. Secondo il presidente regionale di Confcommercio, il riconoscimento dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative può contribuire a tutelare la qualità del lavoro, garantire condizioni corrette ai dipendenti e limitare fenomeni di concorrenza basati sulla riduzione delle tutele.
Per l’associazione, la contrattazione rappresenta anche uno strumento utile per accompagnare le trasformazioni del mercato del lavoro, adeguare le competenze alle necessità delle imprese e rafforzare la competitività dei diversi comparti economici.
Transizione ecologica come opportunità per le imprese
Tra gli aspetti apprezzati figura l’approccio alla transizione ecologica, considerata un’occasione di innovazione e sviluppo anziché un insieme di obblighi amministrativi. Le imprese del terziario sono chiamate a intervenire sull’efficienza energetica, sulla mobilità, sulla gestione dei rifiuti e sulla sostenibilità degli spazi commerciali, ma per affrontare gli investimenti chiedono regole chiare, procedure più rapide e strumenti finanziari accessibili.
Confcommercio sottolinea inoltre la necessità di sostenere la domanda interna, elemento determinante per attività fortemente legate ai consumi delle famiglie. Commercio, ristorazione, turismo e servizi risentono direttamente della riduzione del potere d’acquisto e dell’aumento dei costi di gestione, dalle utenze agli affitti.
La semplificazione amministrativa viene quindi indicata come una condizione essenziale per favorire nuovi investimenti, aperture, riqualificazioni e passaggi generazionali, riducendo tempi e oneri che gravano soprattutto sulle imprese di minori dimensioni.
Centri storici e quartieri al centro della strategia
Un altro punto ritenuto rilevante riguarda la rigenerazione dell’economia urbana. Nella valutazione di Confcommercio, negozi di prossimità, pubblici esercizi, strutture ricettive e attività di servizio svolgono una funzione che supera la dimensione commerciale, contribuendo alla sicurezza, alla frequentazione degli spazi pubblici e alla tenuta sociale dei quartieri.
La chiusura delle attività nei centri storici e nelle aree periferiche più fragili può produrre desertificazione commerciale, perdita di servizi e progressivo impoverimento della vita urbana. Per questa ragione il Patto prevede azioni dedicate alla rivitalizzazione dei centri, alla qualità degli spazi pubblici e al miglioramento dell’accessibilità.
Le misure si pongono in continuità con il programma regionale sugli hub urbani, nato per promuovere progetti condivisi tra enti locali, associazioni economiche e operatori privati. L’obiettivo è integrare commercio, mobilità, arredo urbano, cultura e servizi in interventi capaci di rendere più attrattivi i centri cittadini.
Confcommercio conferma la partecipazione al confronto
Postacchini ha confermato la disponibilità dell’organizzazione a partecipare alle successive fasi di condivisione del Patto, portando al tavolo regionale le esigenze delle imprese diffuse nei comuni dell’Emilia-Romagna.
Il contributo di Confcommercio sarà concentrato sulle politiche per il lavoro, sulla sostenibilità degli investimenti, sulla riduzione degli adempimenti e sulla tutela delle attività che garantiscono servizi quotidiani alle comunità. L’associazione chiede che l’attuazione del Patto mantenga un confronto stabile con le parti sociali e preveda interventi verificabili per sostenere la vitalità economica dei territori.
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