Caricamento...

Emiliaromagna365 Logo Emiliaromagna365

Emilia-Romagna, 550mila euro ai centri per autori di violenza

03/08/2026

Emilia-Romagna, 550mila euro ai centri per autori di violenza

Oltre 550mila euro saranno destinati ai Centri per uomini autori di violenza attivi in Emilia-Romagna. La Giunta regionale ha approvato il riparto delle risorse nazionali assegnate ai Cuav, servizi specializzati che lavorano per interrompere i comportamenti violenti, responsabilizzare gli uomini e prevenire nuovi episodi. La rete regionale comprende 15 centri distribuiti in tutte le province: sette sono pubblici e vengono gestiti dalle Aziende sanitarie locali, mentre otto fanno capo a enti del Terzo settore.

Gli utenti sono passati da 893 a 1.484 in tre anni

I dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere mostrano un aumento costante delle persone inserite nei percorsi. Nel 2023 gli uomini seguiti dai centri erano 893; il numero è salito a 1.253 nel 2024 e ha raggiunto quota 1.484 nel 2025, ultimo dato disponibile.

I programmi puntano a far riconoscere agli utenti la responsabilità delle condotte adottate e le conseguenze prodotte sulle vittime, sui figli e sulle relazioni familiari. Il lavoro comprende l’acquisizione di consapevolezza, la modifica dei modelli relazionali basati sul controllo e sulla sopraffazione e la costruzione di rapporti fondati sulla parità e sul rispetto reciproco.

Una parte delle attività riguarda inoltre la prevenzione della recidiva. L’intervento sugli autori viene affiancato ai servizi rivolti alle donne, mantenendo centrale la protezione delle vittime e verificando che il percorso dell’uomo non venga utilizzato per minimizzare o giustificare la violenza commessa.

Quindici centri presenti in tutte le province

La rete dei Cuav copre l’intero territorio emiliano-romagnolo. A Piacenza operano il Centro Liberiamoci dalla violenza dell’Ausl e il Cipm Emilia, Centro italiano per la promozione della mediazione. Parma dispone del Centro Ldv dell’Azienda Usl, mentre a Reggio Emilia sono presenti il servizio pubblico dell’Ausl, il Servizio uomini maltrattanti e una sede del Cipm Emilia.

Nel Modenese lavorano il Centro Ldv dell’Ausl e il Ceis Centro di solidarietà. A Bologna l’offerta comprende il servizio dell’Azienda sanitaria e il centro Senza violenza. Nel Ferrarese sono attivi il Centro Ldv pubblico e il Cam, Centro di ascolto uomini maltrattanti.

In Romagna la rete comprende le sedi di Forlì e Cesena del Centro Ldv dell’Ausl, il Centro trattamento uomini maltrattanti, il servizio pubblico di Ravenna e l’associazione M.UO.VITI – Mai più uomini violenti. A Rimini operano il Centro Ldv dell’Ausl della Romagna e l’associazione Dire uomo, spazio di ascolto per maltrattanti.

Il primo centro pubblico regionale aperto a Modena nel 2011

L’Emilia-Romagna ha avviato il proprio intervento istituzionale sugli autori di violenza nel 2011, quando finanziò presso il Consultorio dell’Azienda Usl di Modena il primo centro pubblico italiano dedicato a questo tipo di percorsi. L’esperienza ha successivamente favorito la costruzione di una rete territoriale composta da servizi sanitari e organizzazioni specializzate.

L’assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni, ha spiegato che le nuove risorse rafforzano la strategia regionale contro la violenza sulle donne, permettendo agli uomini di intraprendere percorsi di responsabilizzazione e cambiamento.

I Cuav operano accanto ai centri antiviolenza e alle strutture protette, senza sostituirne le funzioni. In Emilia-Romagna sono presenti anche 23 centri antiviolenza e 63 case rifugio, dove le donne possono ricevere ascolto, assistenza, protezione e accoglienza anche nelle situazioni di emergenza.

Il lavoro sulla responsabilità e sulla prevenzione

Le attività dei centri possono comprendere colloqui individuali, incontri di gruppo e programmi costruiti sulla base delle condizioni personali e giudiziarie degli utenti. L’obiettivo è intervenire sui meccanismi che alimentano aggressioni fisiche, minacce, controllo economico, violenza psicologica e limitazione della libertà della partner.

Il finanziamento approvato dalla Regione consentirà di sostenere la continuità dei servizi, rafforzare le competenze degli operatori e mantenere una presenza capillare nelle diverse province. La crescita degli accessi registrata nel triennio conferma l’aumento della domanda e la necessità di coordinare il lavoro dei Cuav con aziende sanitarie, servizi sociali, centri antiviolenza, autorità giudiziarie e forze dell’ordine.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to