Emilia-Romagna, CISL chiede buoni pasto in smart working
09/07/2026
La CISL FP Emilia-Romagna chiede alla Regione di aprire subito il confronto sui buoni pasto per i dipendenti in smart working. Il sindacato ha inviato una lettera aperta all’assessore regionale al Bilancio, Davide Baruffi, dopo le dichiarazioni rese il 7 luglio in risposta a un’interrogazione sul riconoscimento del beneficio nelle giornate di lavoro agile.
Il nodo del nuovo contratto e della contrattazione integrativa
Secondo la CISL FP, il nuovo CCNL delle Funzioni Locali consente già l’erogazione del buono pasto anche durante le giornate svolte in lavoro agile, rinviando la disciplina alla contrattazione integrativa. Il sindacato ritiene quindi che l’istituto possa essere applicato in tempi rapidi e contesta l’assenza, finora, di un tavolo specifico.
La richiesta era stata formalizzata il 5 marzo, con l’obiettivo di avviare il confronto e applicare il riconoscimento con decorrenza dal 23 febbraio 2026. A distanza di oltre quattro mesi, denuncia l’organizzazione sindacale, non sarebbe stato convocato alcun incontro dedicato, nonostante i solleciti presentati anche durante le riunioni sindacali.
La richiesta alla Regione: fissare una data certa
Nella lettera aperta, la CISL FP Emilia-Romagna contesta il rinvio del tema alla contrattazione senza l’indicazione di tempi precisi. Per il sindacato, se la Giunta ritiene che la sede corretta sia il tavolo negoziale, allora quel tavolo deve essere convocato immediatamente, con una data certa per l’avvio della discussione.
Il punto, sostiene la CISL FP, non riguarda soltanto il valore economico del buono pasto. Il riconoscimento nelle giornate di lavoro agile viene indicato come un segnale concreto verso il personale regionale, in una fase in cui la Pubblica Amministrazione punta a trattenere competenze, valorizzare professionalità e rendere più attrattivo il lavoro pubblico.
Smart working, organizzazione e diritti dei dipendenti
Il sindacato sottolinea che il lavoro agile non può essere considerato un favore concesso ai dipendenti, ma una modalità organizzativa adottata dalla stessa Amministrazione. Una scelta che, secondo la CISL FP, produce benefici anche per l’Ente: maggiore flessibilità, minori costi di gestione, riduzione dei consumi, sostenibilità ambientale e migliore conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
Per questo, l’organizzazione ritiene non comprensibile che chi contribuisce a tali risultati venga penalizzato dal punto di vista economico. La CISL FP respinge inoltre l’idea che la disponibilità finanziaria possa diventare il principale ostacolo al riconoscimento del beneficio, sostenendo che le risorse pubbliche vadano gestite con responsabilità, ma anche orientate da precise scelte politiche.
Possibili iniziative sindacali se non arriveranno risposte
La lettera si chiude con una richiesta di chiarezza alla Regione Emilia-Romagna: procedere al riconoscimento del buono pasto nelle giornate di smart working oppure convocare subito le organizzazioni sindacali per disciplinare la materia in sede integrativa.
La CISL FP Emilia-Romagna annuncia che continuerà a sostenere la rivendicazione e, se necessario, metterà in campo iniziative concrete. Per il sindacato, il rispetto del contratto nazionale e la valorizzazione del personale devono tradursi in decisioni operative, non restare affidati a dichiarazioni di principio.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to