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Emilia-Romagna, 400mila euro per educazione alimentare

25/06/2026

Emilia-Romagna, 400mila euro per educazione alimentare

La Regione Emilia-Romagna ha approvato il nuovo Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare 2026-2028, una misura da oltre 400mila euro che punta a rafforzare il rapporto tra salute, scuola, prodotti locali, sostenibilità e cultura del cibo. Il piano, varato dalla Giunta regionale e approdato in Aula, definisce le linee guida per il prossimo triennio, in coerenza con gli indirizzi europei, nazionali e regionali in materia di alimentazione, ambiente e qualità dei consumi.

Scuole e fattorie didattiche al centro del nuovo piano

Il Programma individua nelle scuole e nella rete delle fattorie didattiche due strumenti centrali per costruire percorsi educativi legati al cibo, alla conoscenza delle filiere agroalimentari e alla sostenibilità. Le attività previste potranno includere orti scolastici, laboratori esperienziali, visite nelle aziende agricole e percorsi all’aperto pensati per avvicinare bambine, bambini e studenti al mondo rurale.

L’obiettivo è far comprendere il valore del cibo lungo l’intera filiera, dalla produzione al consumo, mettendo in relazione alimentazione, territorio, lavoro agricolo, tutela delle risorse naturali e prevenzione dello spreco. La Regione intende così rafforzare il ruolo dell’educazione alimentare come parte di una formazione più ampia, capace di unire salute, cultura e cittadinanza consapevole.

Accanto ai progetti scolastici, il piano prevede anche iniziative rivolte alla cittadinanza attraverso eventi di divulgazione e informazione, con l’intento di portare il tema delle scelte alimentari fuori dalle aule e dentro la vita quotidiana delle comunità.

Biologico, Dop e Igp nella ristorazione collettiva

Uno dei punti principali riguarda il sostegno alla qualità dei consumi nella ristorazione collettiva pubblica, a partire dalle mense scolastiche. Il Programma punta a favorire l’utilizzo di prodotti biologici, produzioni a qualità regolamentata e specialità legate al territorio, con particolare attenzione alle eccellenze Dop e Igp dell’Emilia-Romagna.

La Regione ricorda che il territorio conta 46 produzioni Dop e Igp, un patrimonio agroalimentare tra i più riconosciuti in Europa. Per questo il piano collega la promozione della salute alla valorizzazione delle filiere locali, sostenendo scelte alimentari più informate e una maggiore conoscenza delle tradizioni produttive regionali.

Alle risorse regionali, pari a oltre 400mila euro nel triennio, si aggiungono quelle del Fondo mense scolastiche biologiche, assegnate annualmente alle Regioni dal Masaf, il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Questo canale contribuirà a rafforzare la presenza di alimenti di qualità nei pasti serviti nelle scuole.

Mammi: più consapevolezza nelle scelte quotidiane

Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, fare educazione alimentare significa fornire strumenti concreti per capire il valore del cibo, il lavoro degli agricoltori e il legame tra produzioni locali e territorio. Il nuovo Programma, ha spiegato, nasce per accompagnare cittadini, famiglie e giovani generazioni verso comportamenti alimentari più informati e responsabili.

La misura punta inoltre a creare maggiore coerenza tra politiche agricole, sanitarie, ambientali ed educative, raccordando azioni diverse dentro una visione comune. A questo scopo è stato istituito un gruppo di lavoro che coinvolge gli assessorati competenti e dialoga con i portatori d’interesse esterni all’amministrazione regionale.

Il piano guarda anche alle aziende agricole come luoghi capaci di integrare produzione, educazione e attività sociali. Le fattorie didattiche, in particolare, vengono riconosciute come presidi utili per rafforzare il rapporto tra cittadini e agricoltori, sostenere la vitalità delle aree rurali e offrire nuove opportunità di reddito alle imprese agricole.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.