Dozza, tre agenti feriti: de Pascale e Lepore chiedono interventi
26/08/2026
Tre agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti nel carcere della Dozza di Bologna dopo un’aggressione attribuita a una persona detenuta nel reparto infermeria. Secondo quanto riferito dal sindacato Osapp, i tre operatori hanno riportato lesioni con prognosi comprese tra 5 e 21 giorni. Sul caso sono intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, esprimendo solidarietà agli agenti e rilanciando l’allarme sulle condizioni all’interno della struttura.
Tre agenti feriti nel reparto infermeria della Dozza
L’episodio, denunciato dal sindacato della Polizia penitenziaria, sarebbe avvenuto poche ore dopo una visita al carcere alla quale avevano partecipato anche de Pascale e Lepore su iniziativa delle Camere Penali italiane.
Il presidente della Regione e il sindaco hanno parlato di una nuova grave aggressione e hanno rivolto la propria vicinanza ai tre operatori coinvolti. Nelle loro dichiarazioni hanno collegato l’accaduto alle condizioni complessive della Casa circondariale bolognese, richiamando il problema del sovraffollamento e le difficoltà che riguardano sia le persone detenute sia chi lavora quotidianamente nell’istituto.
Secondo i due amministratori, il contesto della Dozza presenta criticità che incidono sulla sicurezza e sulla qualità della vita all’interno del carcere. Celle ritenute inadeguate, carenza di spazi e condizioni detentive difficili vengono indicate tra i fattori che possono aumentare tensioni e conflitti.
De Pascale e Lepore: ridurre il sovraffollamento
Nel loro intervento, de Pascale e Lepore hanno rivolto un nuovo appello al Governo e al ministro competente affinché vengano adottate misure urgenti per affrontare la situazione carceraria. Al centro della richiesta c’è la riduzione del sovraffollamento, considerata una condizione necessaria per migliorare la sicurezza degli operatori e delle persone detenute.
I due rappresentanti istituzionali hanno evidenziato come gli agenti della Polizia penitenziaria trascorrano gran parte del proprio turno negli stessi ambienti in cui vivono i detenuti, condividendo quindi le difficoltà determinate dalla qualità degli spazi e dall’elevato numero di presenze.
La posizione espressa da Regione e Comune richiama anche il ruolo costituzionale della pena e la necessità di garantire condizioni che consentano lo svolgimento delle attività di rieducazione e reinserimento sociale. Il miglioramento degli ambienti detentivi, secondo de Pascale e Lepore, avrebbe effetti sia sulla tutela del personale sia sulla possibilità di sviluppare percorsi destinati ai detenuti.
La richiesta di potenziare formazione e reinserimento
Oltre agli interventi sulle condizioni strutturali e sul numero delle presenze, presidente e sindaco hanno chiesto di rafforzare i servizi, le attività formative e i programmi di reinserimento sociale. Su questi temi Regione, Comune e realtà territoriali risultano già impegnati in iniziative di collaborazione con il sistema penitenziario.
La nuova aggressione riporta così l’attenzione sul carcere bolognese e sulle condizioni operative della Polizia penitenziaria. Per de Pascale e Lepore, la risposta deve comprendere misure immediate sulla sicurezza insieme a interventi più ampi sulla gestione degli istituti, sulla vivibilità degli spazi e sulle opportunità offerte alle persone detenute durante il percorso di esecuzione della pena.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.