Carceri in Emilia-Romagna, mille detenuti oltre la capienza
13/07/2026
Le carceri dell’Emilia-Romagna ospitano circa mille detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare, mentre negli istituti regionali mancano quasi due agenti di Polizia penitenziaria ogni dieci previsti. È il quadro tracciato dal Garante regionale delle persone private della libertà personale, Roberto Cavalieri, nella relazione sull’attività svolta nel 2025, presentata davanti alla commissione Parità dell’Assemblea legislativa.
Polizia penitenziaria sotto organico del 19%
Negli istituti di pena emiliano-romagnoli prestano servizio 2.063 agenti di Polizia penitenziaria, un numero inferiore del 19% rispetto all’organico necessario. La situazione più grave si registra a Forlì, dove la carenza raggiunge il 30%. La riduzione del personale incide sulla sicurezza interna, sulla gestione quotidiana delle sezioni e sulla possibilità di accompagnare i detenuti nelle attività educative, sanitarie e trattamentali.
Alla scarsità degli agenti si aggiungono le difficoltà legate all’assistenza sanitaria. Nel dibattito in commissione è stata segnalata la presenza insufficiente di medici e infermieri, con fasce della giornata durante le quali alcuni istituti rimarrebbero privi di una copertura sanitaria adeguata.
I dati relativi al disagio psicologico descrivono una condizione particolarmente delicata. Nel 2025 sono stati registrati tre suicidi in carcere e 1.322 episodi di autolesionismo. La relazione richiama inoltre l’abuso di psicofarmaci e la necessità di rafforzare la prevenzione, l’assistenza psichiatrica e la presa in carico delle persone maggiormente vulnerabili.
Duecentoventi richieste presentate al Garante
Nel corso dell’anno Roberto Cavalieri ha gestito 220 richieste di intervento provenienti da persone detenute. Le segnalazioni hanno riguardato soprattutto l’accesso alle cure, le condizioni degli spazi detentivi, i trasferimenti, i rapporti con la magistratura di sorveglianza e la possibilità di usufruire delle misure alternative alla detenzione.
Numerose richieste sono state legate anche al lavoro, ai servizi sociali e alla ricerca di un’abitazione. La mancanza di un impiego e di una sistemazione stabile impedisce spesso l’accesso a percorsi esterni al carcere, anche quando esistono i requisiti giuridici per ottenere una misura alternativa.
Il Garante ha effettuato visite in tutti gli istituti penitenziari della regione, nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza e nei reparti ospedalieri destinati ai trattamenti sanitari obbligatori. L’attività ispettiva è stata orientata alla tutela dei diritti fondamentali e alla prevenzione di condizioni detentive degradanti.
Edifici datati e interventi di ammodernamento in ritardo
La relazione evidenzia anche le condizioni dell’edilizia penitenziaria regionale. Molte strutture risalgono agli anni Ottanta e Novanta e presentano limiti difficili da superare senza interventi strutturali. Diversi progetti di riqualificazione procedono lentamente o sollevano dubbi sugli effetti che potrebbero avere sulle attività dedicate al reinserimento.
A Ferrara, per esempio, è prevista la costruzione di un nuovo padiglione destinato a ospitare 80 detenuti. L’opera dovrebbe però occupare una parte degli spazi attualmente utilizzati per i percorsi di recupero, comprese le attività agricole svolte all’interno dell’istituto.
Il sovraffollamento aggrava le criticità degli edifici e limita la disponibilità di ambienti per la formazione, il lavoro, i colloqui e le attività sociali. La combinazione tra celle affollate, personale insufficiente e strutture datate rende più difficile garantire condizioni detentive adeguate e percorsi orientati al reinserimento.
Controllate 142 camere di sicurezza in 75 strutture
Una delle principali novità del 2025 è stata l’ispezione delle camere di sicurezza utilizzate dalle forze dell’ordine e dalle Polizie locali. Attraverso 20 uscite, il Garante ha controllato tutte le 142 camere presenti in 75 sedi dell’Emilia-Romagna.
Le verifiche hanno riguardato 34 strutture dell’Arma dei Carabinieri, 16 sedi della Polizia di Stato tra questure e commissariati, tre della Guardia di Finanza e 22 comandi della Polizia locale. Secondo Cavalieri, l’organizzazione e la gestione degli spazi risultano nel complesso conformi alle norme, pur con differenze tra le varie sedi.
Confronto politico sulle responsabilità degli interventi
Tutti i gruppi consiliari hanno espresso apprezzamento per l’attività svolta dal Garante, ma il confronto si è diviso sulle responsabilità istituzionali. I consiglieri del centrosinistra hanno attribuito al Governo i ritardi nell’aumento degli organici della Polizia penitenziaria e nella diffusione delle misure alternative, con particolare attenzione alle opportunità disponibili per le donne detenute.
Gli esponenti del centrodestra hanno invece chiesto un maggiore coinvolgimento della Regione, soprattutto nell’assistenza sanitaria, ricordando gli interventi edilizi programmati a Forlì e l’arrivo di nuovi agenti nel 2024 e nel 2025. La presidente della commissione, Elena Carletti, ha aperto il confronto richiamando la delicatezza del lavoro svolto all’interno degli istituti e la necessità di intervenire sulle criticità documentate dalla relazione.
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