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Canossa, nuova convenzione per monitorare la frana di Lavina

05/06/2026

Canossa, nuova convenzione per monitorare la frana di Lavina

La frana di Lavina di Roncovetro, nel comune di Canossa, resta sotto osservazione attraverso una nuova convenzione triennale tra l’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna e la sezione di Pisa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’accordo rinnova una collaborazione avviata da tempo e punta a condividere dati, conoscenze e attività di monitoraggio su uno dei dissesti più complessi del territorio reggiano, classificato in un’area a rischio idrogeologico molto elevato.

Un dissesto complesso riattivato dopo l’alluvione del 2023

La frana di Lavina di Roncovetro è caratterizzata da una perenne attività del movimento franoso, legata non soltanto alle precipitazioni, ma anche alla presenza di acque mineralizzate provenienti dal sottosuolo. Un quadro geologico articolato, che rende necessario un controllo costante dell’evoluzione del fenomeno e un approfondimento continuo della conoscenza dell’area interessata.

Una riattivazione significativa è stata registrata nella porzione della nicchia in seguito all’alluvione di maggio 2023. L’evento ha confermato la fragilità del versante e la necessità di mantenere attivi strumenti di osservazione capaci di rilevare spostamenti, variazioni e segnali utili per la prevenzione del rischio.

Nell’areale colpito dal dissesto sono presenti diversi elementi esposti: sottoservizi, infrastrutture viarie, il torrente Tassobbio e gli abitati di Roncovetro e Vedriano. La presenza di centri abitati e reti essenziali rende la frana un tema prioritario per la difesa del suolo, la sicurezza territoriale e la programmazione degli interventi pubblici.

Monitoraggi avviati dagli anni Novanta

L’Agenzia regionale ha avviato già dagli anni Novanta numerose campagne di indagini geognostiche e attività di monitoraggio nell’area. Nel tempo il lavoro si è arricchito con rilievi aerofotogrammetrici, tecnologie scanning e strumenti di controllo sempre più avanzati, necessari per leggere l’evoluzione del versante e aggiornare il quadro conoscitivo.

Tra gli interventi più recenti figura il consolidamento della porzione del dissesto che interessa l’abitato di Roncovetro. L’opera, conclusa lo scorso anno, è stata realizzata con un finanziamento Pnrr da 400 mila euro e ha rappresentato un passaggio rilevante nella messa in sicurezza del territorio.

La nuova convenzione triennale permetterà di proseguire il lavoro di raccolta, confronto e analisi dei dati, mettendo in relazione le informazioni disponibili presso la Regione e quelle prodotte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’obiettivo è rafforzare la capacità di interpretare il comportamento della frana e di valutare con maggiore precisione le condizioni dell’intero areale.

La rete Gnss dell’Ingv nell’area della frana

Nell’ambito dell’accordo continueranno anche le attività dell’Ingv avviate negli anni scorsi sulla frana, prima attraverso il progetto europeo Wireless Sensor Network for Ground Instability Monitoring e poi con il progetto dedicato all’approccio integrato e multi-scala per la definizione della pericolosità da frana sismo-indotta nel territorio italiano.

Attualmente l’Istituto gestisce nell’area una rete Gnss, Global navigation satellite system, composta da quattro stazioni di monitoraggio attive. Questi strumenti consentono di seguire nel tempo gli spostamenti del terreno e di acquisire dati utili alla valutazione dell’instabilità del versante.

Il rinnovo della collaborazione tra Regione e Ingv conferma quindi l’attenzione verso una frana che, per caratteristiche geologiche, estensione del rischio e presenza di abitati e infrastrutture, richiede una sorveglianza continua. La condivisione delle informazioni scientifiche e tecniche diventa parte integrante delle politiche di prevenzione, protezione civile e gestione del territorio.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.