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Bologna, 10 milioni per il progetto LiT-Met sui trapianti

06/07/2026

Bologna, 10 milioni per il progetto LiT-Met sui trapianti

Un progetto europeo guidato dal Policlinico Sant’Orsola e dall’Università di Bologna punta a valutare il trapianto di fegato come alternativa chirurgica per alcune metastasi epatiche da tumore del colon-retto. Si chiama LiT-Met ed è finanziato con quasi 10 milioni di euro dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon Europe. L’obiettivo è produrre nuove evidenze scientifiche su una procedura che, per anni, è stata considerata controindicata in questo ambito oncologico.

Il progetto europeo guidato da Bologna

LiT-Met, acronimo di Liver Transplantation for Colorectal Liver Metastases, coinvolge una rete internazionale composta da circa venti centri di ricerca, ospedali e società scientifiche. I partner arrivano da Italia, Austria, Francia, Repubblica Ceca, Portogallo, Germania, Danimarca, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito e Ungheria.

Il coordinamento scientifico è affidato all’Università di Bologna e al Policlinico Sant’Orsola Irccs, con il professor Matteo Ravaioli nel ruolo di principal investigator. Bologna ospita lunedì 6 e martedì 7 luglio il kick off meeting del progetto, con i ricercatori riuniti nell’Aula Prodi di piazza San Giovanni in Monte.

Il progetto mira a verificare se il trapianto di fegato possa garantire una sopravvivenza superiore rispetto agli attuali standard chirurgici nei pazienti con metastasi epatiche colorettali borderline resecabili. La prospettiva è arrivare, attraverso dati solidi, a una possibile revisione delle linee guida e a una gestione più personalizzata dei casi complessi.

Metastasi epatiche da colon-retto, una sfida oncologica

Il carcinoma colorettale è la terza neoplasia più diffusa a livello globale. In Italia le stime indicano circa 50mila nuove diagnosi ogni anno, più di 3mila delle quali in Emilia-Romagna. Le metastasi epatiche collegate a questo tumore rappresentano uno degli aspetti più difficili da trattare e sono responsabili di oltre la metà dei decessi correlati alla malattia.

Il fegato, per la sua funzione di filtro, è spesso la prima sede in cui si sviluppano metastasi da tumore del colon-retto. Circa un paziente su cinque presenta già metastasi epatiche al momento della diagnosi, mentre fino al 50% le sviluppa nel corso dell’evoluzione clinica.

Oggi la resezione epatica, cioè l’asportazione di una parte del fegato, rappresenta lo standard chirurgico per il trattamento delle metastasi epatiche colorettali. Nei pazienti più complessi, però, questa strategia può mostrare limiti significativi, soprattutto in termini di sopravvivenza a lungo termine. Da qui nasce l’interesse verso il trapianto di fegato come possibile opzione per casi selezionati.

Intelligenza artificiale e studi clinici

Il lavoro di ricerca si svilupperà su più livelli. Una prima fase prevede un’analisi retrospettiva per costruire un modello prognostico basato sull’Intelligenza artificiale, capace di integrare dati clinici, patologici e molecolari. Il modello servirà a stimare il rischio di recidiva e a prevedere le possibilità di sopravvivenza dei pazienti.

Una seconda fase consisterà in uno studio randomizzato per confrontare trapianto di fegato e resezione epatica. L’obiettivo finale è sviluppare un sistema di supporto alle decisioni cliniche, anch’esso fondato sull’Intelligenza artificiale, utile per orientare i medici nella scelta del trattamento più adeguato.

Il progetto comprende inoltre studi traslazionali basati sulla perfusione ex vivo degli organi espiantati durante i trapianti. I fegati malati prelevati dai pazienti saranno mantenuti artificialmente in funzione per alcune ore dopo l’intervento, così da permettere test su terapie innovative in un contesto controllato.

Regione e Sant’Orsola: ricerca al centro delle cure

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, hanno collegato il progetto al valore della ricerca come leva per migliorare la qualità delle cure, rafforzare la medicina personalizzata e rispondere con maggiore efficacia alle nuove sfide sanitarie.

Il direttore scientifico del Policlinico Sant’Orsola Irccs, Marco Seri, ha definito LiT-Met un risultato di grande valore per la ricerca bolognese, sottolineando la capacità del Policlinico di partecipare a reti internazionali qualificate e di trasformare l’attività scientifica in nuove opportunità terapeutiche per i pazienti.

Il progetto ha ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca e innovazione Horizon Europe dell’Unione europea, nell’ambito dell’accordo di sovvenzione n. 101290423.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to