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Auto aziendali, fringe benefit più alto dopo 5 anni

24/08/2026

Auto aziendali, fringe benefit più alto dopo 5 anni

Cambia il trattamento fiscale delle auto aziendali concesse ai dipendenti in uso promiscuo. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 148 del 7 agosto 2026, il cosiddetto “Decreto Omnibus 2026”, viene introdotta una maggiorazione del valore imponibile per i veicoli immatricolati da oltre cinque anni. Le nuove disposizioni incidono direttamente sul calcolo dei contributi Inps e dell’IRPEF applicati al fringe benefit e possono quindi tradursi in maggiori trattenute per i lavoratori e in un aumento degli oneri contributivi sostenuti dalle imprese.

Auto aziendali, confermate le percentuali in base all’alimentazione

Il provvedimento interviene sulle norme del D.P.R. 917/1986, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, relative alla determinazione del valore fiscale delle auto messe a disposizione dei dipendenti sia per esigenze professionali sia per gli spostamenti privati.

La base di calcolo continua a essere collegata ai valori indicati nelle tabelle ACI, costruite considerando una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri. Restano inoltre confermate le percentuali introdotte dal 2025, differenziate sulla base della motorizzazione del veicolo.

Per le auto elettriche viene applicato il 10% del valore convenzionale ACI, mentre per i veicoli ibridi plug-in la percentuale sale al 20%. Per le altre tipologie di alimentazione, tra cui benzina, diesel, GPL, metano e full hybrid, il valore preso in considerazione è pari al 50%.

La modifica introdotta nel 2026 riguarda quindi soprattutto l’età dell’auto e può incidere anche su veicoli appartenenti da tempo alle flotte aziendali.

Dopo cinque anni il valore imponibile aumenta del 50%

La principale novità del Decreto Omnibus prevede che il valore imponibile del fringe benefit venga maggiorato del 50% per i veicoli immatricolati da più di cinque anni. L’incremento scatta dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui viene raggiunto il quinto anno dalla prima immatricolazione.

Il riferimento è dunque la data di prima immatricolazione dell’automobile e non il momento nel quale il mezzo viene assegnato al dipendente. Secondo l’interpretazione indicata nella comunicazione, salvo successive precisazioni ufficiali, il criterio riguarda anche le auto già inserite nelle flotte aziendali e non esclusivamente quelle acquistate o immatricolate nel 2026.

Un veicolo immatricolato nel 2026 manterrà, ad esempio, il trattamento ordinario fino al 31 dicembre 2031 e subirà la maggiorazione a partire dal 1° gennaio 2032. Per un’auto immatricolata nel 2023, il quinto anno sarà raggiunto nel 2028 e l’incremento verrà applicato dal 1° gennaio 2029.

Diversa la situazione per un mezzo immatricolato nel 2020: essendo già trascorsi cinque anni, la maggiorazione prevista dalla nuova disciplina viene applicata dal 1° gennaio 2026.

Più trattenute in busta paga per i veicoli più datati

L’effetto economico può essere rilevante. Se, secondo i criteri ordinari, il fringe benefit annuo di un’auto è pari a 2.000 euro e il veicolo ha già superato la soglia dei cinque anni, la maggiorazione prevista dal decreto ammonta a 1.000 euro.

Il valore complessivamente assoggettato a contribuzione e tassazione passa quindi a 3.000 euro annui. L’aumento della base imponibile comporta maggiori contributi e imposte e può determinare una riduzione della retribuzione netta percepita dal dipendente.

Per i primi mesi del 2026 eventualmente calcolati con i criteri precedenti potrà inoltre rendersi necessario un conguaglio, con il recupero delle maggiori somme dovute secondo il nuovo meccanismo.

Anche le imprese sono interessate direttamente dalla modifica, perché una base imponibile più elevata comporta un incremento degli oneri contributivi collegati all’assegnazione dei veicoli aziendali.

Optional fuori dalle tabelle ACI: maggiorazione del 5%

Il decreto interviene anche sul trattamento degli optional e degli allestimenti che non risultano espressamente considerati nelle tabelle ACI utilizzate per determinare il valore convenzionale del veicolo.

In presenza di questi accessori viene prevista una maggiorazione del 5% del valore imponibile del benefit. Il criterio punta ad avvicinare maggiormente la base fiscale al valore del vantaggio effettivamente attribuito al lavoratore attraverso l’utilizzo dell’auto.

Le aziende dovranno quindi verificare con maggiore precisione le caratteristiche dei veicoli assegnati, individuando anche eventuali dotazioni aggiuntive che incidono sul calcolo del fringe benefit.

Imprese chiamate a verificare età e dotazioni delle flotte

Con le nuove disposizioni diventa necessario aggiornare la gestione amministrativa delle flotte aziendali. Le imprese dovranno controllare la prima immatricolazione di ogni mezzo, verificare quando viene superata la soglia dei cinque anni e censire gli optional che possono comportare l’ulteriore incremento del valore imponibile.

Le valutazioni riguarderanno anche la convenienza economica nel mantenere in flotta automobili più datate. La maggiorazione può infatti aumentare contemporaneamente il costo sostenuto dall’azienda e la pressione fiscale e contributiva sul dipendente che utilizza il mezzo.

Il nuovo sistema introduce quindi un elemento aggiuntivo nelle decisioni sul rinnovo del parco auto aziendale, affiancando alla tipologia di alimentazione anche l’età del veicolo come parametro capace di modificare il trattamento fiscale del benefit.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.