Atleti con disabilità, l’Emilia-Romagna chiede gare più accessibili
10/07/2026
Sollecitare il Governo e le federazioni sportive affinché gli atleti con disabilità possano partecipare a un numero maggiore di competizioni, superando regole e procedure che oggi ne limitano l’accesso. È l’obiettivo della risoluzione presentata da Vincenzo Paldino, consigliere regionale dei Civici, e approvata dalla commissione Giovani e sport dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, presieduta da Maria Costi.
Solo due maratone accessibili agli atleti non vedenti
Il documento chiede l’avvio di un confronto nazionale con le federazioni e gli organismi competenti, così da individuare azioni condivise capaci di aumentare la partecipazione sportiva e accompagnare gli atleti paralimpici durante l’iscrizione e lo svolgimento delle gare.
Al centro della risoluzione c’è la situazione degli atleti con disabilità visiva. Secondo quanto riferito da Paldino, nel 2026 una persona non vedente che desidera correre una maratona in Italia può partecipare soltanto alle competizioni di Bologna e Roma, mentre per gli atleti vedenti il calendario offre centinaia di appuntamenti.
Il problema riguarda le norme applicate nelle gare riconosciute dalla Federazione italiana di atletica leggera. Il regolamento Fidal considera infatti il cordino utilizzato per collegare l’atleta cieco alla propria guida come un aiuto non consentito, in grado di alterare la prestazione.
Gli atleti non vedenti devono quindi tesserarsi con la Fispes, la Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali, e possono prendere parte soltanto alle manifestazioni convenzionate. Il numero limitato di gare riconosciute riduce fortemente le opportunità, anche dopo mesi di preparazione e dopo aver individuato una guida disponibile ad affrontare l’intero percorso.
Il rischio di squalifica nelle competizioni non convenzionate
La partecipazione a una gara priva di convenzione può comportare la squalifica dell’atleta al termine della prova. Una possibilità che, secondo Paldino, produce una disparità concreta, considerando le difficoltà organizzative sostenute da chi deve prepararsi, trovare un accompagnatore, affrontare il viaggio e correre per diverse ore.
La risoluzione impegna quindi la Regione a chiedere al Governo il riconoscimento del diritto degli sportivi con disabilità a partecipare alle competizioni, promuovendo un percorso che coinvolga tutte le federazioni. L’intervento non riguarda esclusivamente l’atletica leggera, ma punta a definire principi applicabili alle diverse discipline.
L’obiettivo indicato è armonizzare le regole, semplificare gli adempimenti e ridurre il numero di manifestazioni dalle quali gli atleti paralimpici restano esclusi per ragioni regolamentari o per l’assenza di specifici accordi tra federazioni.
Il confronto in commissione regionale
Durante la seduta, Alberto Ferrero di Fratelli d’Italia ha illustrato un emendamento, presentato con prima firma di Ferdinando Pulitanò, che proponeva un confronto istituzionale con organismi sportivi, federazioni e ministeri per semplificare la partecipazione degli atleti paralimpici alle competizioni di atletica leggera.
L’emendamento non è stato approvato. Ferrero ha spiegato che la proposta intendeva ampliare la portata della risoluzione e rendere più agevoli le procedure di iscrizione alle gare, richiamando la funzione inclusiva dello sport.
Niccolò Bosi del Partito democratico ha posto l’attenzione sul patrimonio costituito dagli atleti e dal volontariato sportivo. Nel suo intervento ha citato il Baskin, disciplina nella quale persone con e senza disabilità partecipano insieme, evidenziando il valore dello sport come occasione di incontro e relazione.
Nicola Marcello di Fratelli d’Italia ha richiamato una recente manifestazione sulla disabilità organizzata a Rimini e il protocollo d’intesa sottoscritto a Roma per favorire l’inclusione delle persone con disabilità visiva negli eventi sportivi. Secondo il consigliere, anche la Regione deve contribuire a rafforzare gli impegni già assunti a livello nazionale.
Carta Etica dello Sport per accedere ai bandi
La presidente della commissione, Maria Costi, ha concluso il confronto ricordando alle associazioni sportive la necessità di adottare la Carta Etica dello Sport, requisito richiesto per accedere ai bandi regionali.
La Carta definisce principi legati al rispetto delle persone, alla partecipazione, alla correttezza e al contrasto di ogni forma di discriminazione. La risoluzione approvata dalla commissione punta ora a portare il tema oltre il livello regionale, chiedendo un coordinamento tra istituzioni e federazioni che consenta agli atleti con disabilità di gareggiare in condizioni più eque e con maggiori possibilità di scelta.
Articolo Precedente
Emilia-Romagna, CISL chiede buoni pasto in smart working
Articolo Successivo
Bologna Città 30, nuovi dossi e attraversamenti sicuri