Acacia, catalogo presentato a Milano per Reggio Emilia
01/06/2026
Il catalogo di “Acacia. Marco Maria Zanin nel Museo Gaetano Chierici di Paletnologia” è stato presentato giovedì 28 maggio alla Fondazione Luigi Rovati di Milano, durante l’incontro “Ripensare l’antico attraverso l’arte contemporanea”. Il volume documenta l’intervento artistico realizzato da Marco Maria Zanin per il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, un progetto che mette in dialogo arte contemporanea, archeologia, antropologia e memoria personale, entrato ora anche nelle collezioni permanenti del museo attraverso una selezione di oggetti prodotti appositamente dall’artista.
Un confronto tra antico e contemporaneo
L’appuntamento milanese ha riunito studiosi, curatori e rappresentanti istituzionali attorno al tema della relazione tra patrimonio antico e linguaggi artistici contemporanei. Sono intervenuti Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, curatori dei Musei Civici di Reggio Emilia, Irene Biolchini, curatrice del progetto, e Marco Scotini, critico d’arte e curatore.
Al centro del confronto è stato posto il modo in cui l’arte contemporanea può riattivare collezioni storiche, reperti e memorie museali, aprendo nuove possibilità di lettura. In questo quadro si inserisce “Acacia”, intervento vincitore del PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La memoria personale di Zanin nel Museo Chierici
Il progetto di Marco Maria Zanin, artista nato a Padova nel 1983, si sviluppa all’interno del Museo Gaetano Chierici di Paletnologia e nasce da una vicenda intima: la perdita della sorella gemella prima della nascita, chiamata dall’artista Acacia. Da questa memoria privata prende forma un percorso che attraversa epoche, materiali e modalità diverse di conoscenza.
Zanin utilizza scultura, fotografia, ceramica, bronzo, vetro e tessitura per costruire un dialogo con il museo e con i suoi reperti. Il tema del corredo funebre diventa uno spazio simbolico di passaggio, trasformazione e relazione, capace di collegare il passato archeologico a una riflessione contemporanea sulla presenza, sull’assenza e sulla trasmissione della memoria.
Oggetti nelle collezioni permanenti del Palazzo dei Musei
Il catalogo, con progetto grafico curato da Giulia Boccarossa, raccoglie saggi critici, contributi di studiosi di rilievo internazionale e un’ampia sezione iconografica. Il volume restituisce la metodologia di Zanin, fondata sull’incontro tra pratica artistica, antropologia e saperi artigianali, mostrando come il museo possa diventare un luogo vivo, relazionale e aperto a nuove forme di prossimità.
Dopo la conclusione della mostra, una selezione di oggetti realizzati per l’intervento è entrata nelle collezioni permanenti del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia. Questo passaggio consolida il valore del progetto, trasformando l’esperienza temporanea di “Acacia” in una presenza stabile nel patrimonio museale cittadino. L’opera di Zanin lascia così una traccia concreta dentro il Museo Chierici, ampliando il racconto delle sue collezioni e contribuendo a ridefinire il rapporto tra archeologia, arte contemporanea e memoria individuale.
Articolo Precedente
ARERA, nuove tutele per consumatori energia e gas
Articolo Successivo
Reggionarra a Reggio Emilia, 15mila presenze in città