Povertà alimentare a Bologna, aiutate oltre 20mila persone nel 2025
15/10/2026
Nel 2025 il progetto “Un piatto per tutti e tutte” ha sostenuto 7.210 nuclei familiari, corrispondenti a 20.926 persone, nel territorio della Città metropolitana di Bologna. I risultati dell'iniziativa sono stati presentati durante il seminario dedicato alle politiche di contrasto alla povertà alimentare nelle aree metropolitane, organizzato dall'ente in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione del 16 ottobre e della Giornata mondiale per l'eliminazione della povertà del 17 ottobre. L'incontro ha riunito amministratori, esperti e rappresentanti di diverse città italiane per confrontare gli interventi destinati alle persone che incontrano difficoltà nell'accesso a un'alimentazione adeguata.
Povertà alimentare in Italia, i dati presentati a Bologna
Il seminario, intitolato “Le politiche di contrasto alla povertà alimentare nelle aree metropolitane: modelli di governance, attori e pratiche a confronto”, si è aperto con un'analisi della situazione nazionale illustrata da Ilaria Madama, professoressa dell'Università degli Studi di Milano.
Secondo i dati presentati, il 9,3% della popolazione italiana non può permettersi un pasto proteico ogni due giorni, mentre circa 3,2 milioni di persone ricorrono a forme di assistenza per ottenere alimenti o altri beni essenziali.
Le difficoltà alimentari riguardano quindi una parte significativa della popolazione e possono manifestarsi anche attraverso la rinuncia a prodotti nutrizionalmente adeguati, oltre che mediante la necessità di rivolgersi ai servizi di sostegno.
Roberto Sensi, responsabile del Programma povertà alimentare di ActionAid, ha richiamato l'attenzione sulla differenza tra il semplice accesso al cibo e una condizione di effettiva sicurezza alimentare.
Secondo Sensi, le politiche di contrasto devono considerare anche le relazioni sociali, il benessere emotivo e le conseguenze dello stigma che può accompagnare la richiesta di aiuto.
Un piatto per tutti e tutte, sostegno a 7.210 famiglie nel 2025
Il progetto metropolitano “Un piatto per tutti e tutte” rappresenta una delle esperienze illustrate durante l'incontro.
L'iniziativa, sviluppata nell'ambito del Fondo di comunità metropolitano “Dare per fare”, coinvolge istituzioni, associazioni, imprese e cittadini nella costruzione di una rete territoriale di sostegno alimentare.
Nel corso del 2025 il programma ha raggiunto 7.210 nuclei familiari, per un totale di 20.926 persone assistite nell'area metropolitana bolognese.
L'intervento si basa sulla collaborazione tra soggetti pubblici e privati, con l'obiettivo di utilizzare le risorse disponibili sul territorio per rispondere alle necessità delle famiglie e rafforzare le attività di solidarietà.
La consigliera metropolitana delegata al Welfare e al contrasto alla povertà, Sara Accorsi, ha spiegato che il confronto con altre amministrazioni permette di valutare i risultati delle misure adottate e individuare eventuali modifiche organizzative.
Accorsi ha inoltre richiamato la necessità di affiancare alle iniziative locali politiche nazionali stabili, capaci di affrontare le cause economiche e sociali della povertà.
Emilia-Romagna, finanziati 98 progetti per oltre 4,1 milioni di euro
Durante il seminario, l'assessora regionale al Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni, ha illustrato gli investimenti realizzati dall'Emilia-Romagna per il recupero alimentare e il sostegno alle persone in difficoltà.
Tra il 2020 e il 2025 la Regione ha finanziato 98 progetti per un valore complessivo superiore a 4,1 milioni di euro. Di questi, 26 hanno interessato il territorio della Città metropolitana di Bologna.
Con l'ultimo bando regionale, le risorse disponibili sono state incrementate di circa il 70%, raggiungendo un importo superiore a 1,7 milioni di euro.
Gli interventi regionali mirano a favorire il recupero delle eccedenze alimentari e la loro redistribuzione, sostenendo le organizzazioni che operano a contatto con le persone in condizioni di vulnerabilità economica.
Mazzoni ha evidenziato il collegamento tra accesso a un'alimentazione adeguata, tutela della dignità personale e riduzione degli sprechi, richiamando il ruolo della collaborazione tra enti pubblici, volontariato e imprese.
Le esperienze di Roma, Genova, Cagliari, Milano e Torino
Il confronto ha coinvolto le città metropolitane di Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Roma e Torino, attraverso la presentazione di differenti modelli di organizzazione delle politiche alimentari.
Per la Città metropolitana di Cagliari, il consigliere Matteo Massa ha illustrato l'esperienza del Piano del Cibo, del Forum del Cibo e del progetto PARADURA, iniziative orientate alla collaborazione tra istituzioni, produttori, volontariato e cittadini.
La presidente della Commissione Politiche sociali e della salute del Comune di Roma, Nella Converti, ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà economiche che interessano anche famiglie con redditi da lavoro.
Secondo Converti, nelle grandi città il costo dell'abitazione può ridurre le risorse disponibili per l'acquisto di alimenti sani e di qualità. Roma sta intervenendo attraverso il rafforzamento degli empori solidali e la sperimentazione degli hub della giustizia alimentare, realizzati con il coinvolgimento del Terzo Settore e dei servizi sociali.
Per il Comune di Genova, la consigliera delegata alle politiche del cibo, Francesca Ghio, ha presentato il Tavolo Permanente per le Politiche Locali del Cibo.
Lo strumento intende coordinare produttori, distributori, organizzazioni impegnate nel recupero delle eccedenze e soggetti che si occupano della redistribuzione alimentare.
Bologna, collaborazione tra filiera agroalimentare e Terzo Settore
Il contributo del Comune di Bologna è stato illustrato dall'assessore alla Scuola, agricoltura e agroalimentare, Daniele Ara, che ha posto l'attenzione sulla partecipazione del sistema produttivo alle politiche sociali.
Secondo l'assessore, le imprese della filiera agroalimentare possono contribuire al contrasto della povertà attraverso una collaborazione continuativa con le organizzazioni del Terzo Settore e le amministrazioni pubbliche.
Il recupero dei prodotti alimentari ancora utilizzabili rappresenta uno degli strumenti per mettere a disposizione nuove risorse, evitando che eccedenze destinate allo smaltimento vengano sottratte a possibili utilizzi sociali.
Il seminario ha affrontato anche la necessità di sviluppare modelli di governance capaci di collegare l'assistenza immediata a interventi sulle condizioni che determinano la difficoltà di accesso al cibo.
Le esperienze presentate dalle sei città costituiscono una base di confronto per valutare strumenti organizzativi, reti di distribuzione e forme di collaborazione istituzionale. Per Bologna, il lavoro proseguirà nell'ambito delle attività del Fondo di comunità metropolitano e delle iniziative territoriali già operative a sostegno delle famiglie.
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