Celiachia in Emilia-Romagna, nuova legge per tutelare 23mila pazienti
14/10/2026
L'Emilia-Romagna lavora a una nuova legge regionale sulla celiachia per migliorare l'accesso alle prestazioni sanitarie, semplificare l'acquisto degli alimenti senza glutine e rafforzare le tutele delle persone affette dalla malattia. Il progetto di legge presentato dal Partito democratico ha ricevuto valutazioni positive da associazioni e rappresentanti del settore medico durante un'audizione congiunta delle commissioni Sanità e Politiche economiche dell'Assemblea legislativa. Secondo i dati richiamati nel dibattito, nella regione sono circa 23mila le persone con celiachia, ma il numero effettivo potrebbe essere vicino al doppio a causa dei casi non diagnosticati.
Celiachia, in Emilia-Romagna una proposta di legge per migliorare l'assistenza
Il progetto normativo punta a rendere più accessibili i servizi destinati alle persone celiache, intervenendo su diversi aspetti dell'assistenza sanitaria e della vita quotidiana.
Tra gli obiettivi principali figurano il miglioramento dei percorsi diagnostici e terapeutici, una maggiore efficienza dell'assistenza farmaceutica e integrativa e il rafforzamento delle misure per la sicurezza alimentare.
La proposta prevede inoltre interventi per favorire l'inclusione sociale e la formazione degli operatori, con particolare attenzione alla conoscenza della malattia e alle necessità delle persone che devono seguire un'alimentazione rigorosamente priva di glutine.
Il testo è stato esaminato durante un'audizione congiunta delle commissioni regionali Sanità e Politiche economiche, presiedute rispettivamente da Gian Carlo Muzzarelli e Luca Quintavalla.
Nel corso dell'incontro, associazioni e professionisti sanitari hanno espresso apprezzamento per gli obiettivi della proposta, evidenziando l'utilità di un intervento legislativo dedicato alle esigenze delle persone con celiachia.
In regione 23mila persone celiache, ma i casi potrebbero essere il doppio
Uno degli elementi emersi durante l'audizione riguarda la diffusione della malattia e il possibile numero di persone che non hanno ancora ricevuto una diagnosi.
Il presidente della commissione Sanità, Gian Carlo Muzzarelli, ha ricordato che in Emilia-Romagna si contano circa 23mila persone con celiachia, precisando che la diffusione effettiva potrebbe essere sensibilmente superiore.
Secondo la valutazione riportata durante il confronto, il numero complessivo potrebbe avvicinarsi al doppio di quello attualmente conosciuto.
Questa differenza rende particolarmente rilevanti le iniziative per migliorare la conoscenza della patologia e favorire l'accesso ai percorsi diagnostici.
La celiachia è una malattia autoimmune che richiede l'esclusione permanente del glutine dall'alimentazione. La disponibilità di prodotti idonei e la corretta gestione della dieta costituiscono quindi aspetti essenziali per le persone che ne sono affette.
Il progetto regionale intende affrontare queste necessità attraverso una maggiore integrazione tra servizi sanitari, strumenti di sostegno e iniziative di informazione.
Buoni per alimenti senza glutine, verso un sistema più accessibile
Tra i punti centrali della proposta figura il miglioramento del sistema utilizzato per l'erogazione degli alimenti senza glutine attraverso i benefici economici previsti per le persone celiache.
Il relatore di maggioranza, Lodovico Albasi del Partito democratico, ha indicato tra le priorità l'interoperabilità del sistema informatizzato, con l'obiettivo di rendere più agevole l'utilizzo degli strumenti destinati all'acquisto dei prodotti alimentari.
L'intervento punta a ridurre gli ostacoli che possono incontrare i beneficiari nell'accesso ai servizi e a rendere più semplice la gestione delle opportunità già previste dal sistema sanitario.
Albasi ha spiegato che il progetto nasce dal confronto con le persone celiache, le famiglie e le associazioni, le cui richieste hanno contribuito a individuare le esigenze da affrontare.
Il principio alla base dell'iniziativa è garantire condizioni di accesso eque, evitando che le necessità alimentari legate alla malattia si traducano in ulteriori difficoltà nella vita quotidiana.
Portabilità dei buoni anche fuori regione, la proposta di Fratelli d'Italia
Al progetto del Partito democratico è stata abbinata una proposta di legge presentata da Fratelli d'Italia, con primo firmatario il consigliere Nicola Marcello.
Il testo si concentra sulla portabilità del credito mensile destinato all'acquisto di alimenti senza glutine, con l'obiettivo di consentirne l'utilizzo anche al di fuori dell'Emilia-Romagna.
La questione riguarda le persone che, per motivi di lavoro, studio, salute o esigenze familiari, si trovano temporaneamente in altre regioni e devono continuare ad acquistare prodotti compatibili con la propria dieta.
La possibilità di utilizzare il credito oltre i confini regionali rappresenta quindi uno degli aspetti su cui si concentra il confronto legislativo.
Il relatore di minoranza, Tommaso Fiazza della Lega, ha espresso una valutazione favorevole sull'importanza di una normativa dedicata alla celiachia, richiamando l'esperienza di altre regioni, tra cui la Lombardia.
Fiazza ha inoltre evidenziato la necessità di tutelare gli esercizi commerciali che distribuiscono prodotti senza glutine e di garantire tempi rapidi nei pagamenti da parte della Regione.
Associazioni e medici favorevoli, prosegue l'esame della legge
Le osservazioni raccolte durante l'audizione confermano l'attenzione delle associazioni e degli operatori sanitari verso un intervento che affronti in maniera coordinata assistenza, accessibilità e sicurezza alimentare.
La proposta comprende anche misure dedicate alla formazione degli operatori e alla promozione dell'inclusione sociale, aspetti che possono contribuire a migliorare la gestione della celiachia nei diversi contesti della vita quotidiana.
Il confronto tra i gruppi consiliari riguarda ora le modalità con cui rendere più efficienti i servizi, assicurare la fruibilità dei benefici economici e garantire un sistema accessibile anche a chi si sposta fuori regione.
Il provvedimento è ancora in fase di esame nelle commissioni dell'Assemblea legislativa: le misure illustrate costituiscono pertanto proposte e non disposizioni già entrate in vigore.
Il successivo percorso legislativo dovrà definire il contenuto delle norme e gli strumenti operativi necessari per attuarle, tenendo conto delle indicazioni raccolte durante le audizioni.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.