Caricamento...

Emiliaromagna365 Logo Emiliaromagna365

Emilia-Romagna, Cisl: più occupati ma meno ricchezza

15/06/2026

Emilia-Romagna, Cisl: più occupati ma meno ricchezza

In Emilia-Romagna cresce l’occupazione, ma non aumentano allo stesso ritmo produzione industriale, fatturato e PIL. È il quadro tracciato da Filippo Pieri, segretario generale regionale della Cisl, intervenuto questa mattina a “La finestra sui fatti”, la rubrica settimanale condotta da Matteo Cimatti su Radio Flyweb. Secondo Pieri, l’economia regionale sta attraversando una fase segnata da indicatori contrastanti: più persone lavorano, ma la ricchezza prodotta non cresce in proporzione, segnale di un’espansione concentrata soprattutto nei lavori a minore valore aggiunto.

Il nodo dei lavori poveri e del manifatturiero

L’analisi del sindacato parte da un dato che, a prima vista, potrebbe apparire positivo: l’aumento degli occupati. Per Pieri, però, quel numero va letto insieme agli altri indicatori economici. Se l’occupazione sale ma produzione, fatturato e PIL restano fermi o crescono poco, significa che il sistema produttivo sta generando soprattutto impieghi meno qualificati, con salari più bassi e minore capacità di creare valore.

La criticità principale riguarda il manifatturiero, indicato dal segretario Cisl come la spina dorsale dell’economia emiliano-romagnola. Nel 2025 il comparto ha registrato un calo di 40 mila occupati, mentre altri settori hanno continuato ad assorbire forza lavoro. La crescita si è concentrata in particolare in commercio, turismo, servizi e logistica, ambiti che spesso presentano livelli di produttività e retribuzioni inferiori rispetto all’industria.

Il rischio, nella lettura proposta da Pieri, è che l’aumento dell’occupazione nasconda una trasformazione fragile del mercato del lavoro regionale. Aumentano le persone impiegate, ma diminuisce il peso dei settori capaci di sostenere salari migliori, innovazione, esportazioni e competitività sui mercati internazionali.

Inflazione, energia e dazi frenano la ripresa

Nel corso dell’intervista, il segretario regionale della Cisl ha richiamato anche il contesto europeo e internazionale, che continua a pesare sulle imprese. Dopo il recupero registrato negli ultimi mesi dello scorso anno e un avvio di 2026 giudicato positivo, la situazione si è nuovamente complicata per effetto dei conflitti, della crisi energetica, dei dazi, delle guerre commerciali e di una congiuntura internazionale instabile.

Secondo Pieri, questi fattori hanno contribuito a un forte aumento dell’inflazione, considerata l’anticamera di una possibile recessione nei prossimi mesi. La fase di rallentamento, ha osservato, è ormai visibile, anche se il sistema produttivo emiliano-romagnolo continua a mostrare una significativa capacità di tenuta.

Proprio questa resilienza delle imprese, secondo la Cisl, deve essere sostenuta con scelte pubbliche mirate. Pieri ha indicato la necessità di politiche industriali, anche a livello regionale, capaci di accompagnare il sistema economico in una fase delicata. Tra le priorità ci sono gli investimenti in competenze, formazione e digitalizzazione, strumenti ritenuti essenziali per rafforzare la produttività e difendere la qualità del lavoro.

Dal decreto Primo Maggio alla richiesta di pace

La conversazione su Radio Flyweb si è aperta anche con un passaggio sul decreto Primo Maggio e sulle ragioni che hanno portato le organizzazioni sindacali a contestare alcuni emendamenti al provvedimento. Il tema si inserisce nel confronto più ampio sulle politiche del lavoro, sulla tutela dei redditi e sulla capacità delle misure pubbliche di incidere realmente sulle condizioni di lavoratrici e lavoratori.

Nella parte finale dell’intervista, Pieri è tornato sulla necessità di arrivare alla pace nei diversi scenari di conflitto internazionale. Una condizione che il sindacato collega anche alla stabilità economica, alla riduzione delle tensioni sui mercati e alla possibilità di ricostruire prospettive più solide per imprese, lavoratori e famiglie.

Per il segretario della Cisl Emilia-Romagna, la situazione resta complessa, ma richiede un impegno diffuso. Istituzioni, politica e cittadini sono chiamati a fare la propria parte, con la consapevolezza che la tenuta sociale ed economica dipende anche dalla capacità di investire su lavoro qualificato, innovazione e coesione.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to