Emilia-Romagna, bando da 5 milioni per economia sociale
29/06/2026
La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare progetti pilota dedicati all’economia sociale, con l’obiettivo di costruire nei territori nuovi ecosistemi capaci di unire coesione, innovazione e competitività. Il bando rappresenta il primo passaggio operativo dopo l’approvazione, da parte della Giunta regionale, degli “Indirizzi strategici per l’economia sociale in Emilia-Romagna”.
Enti locali capofila dei nuovi ecosistemi territoriali
La misura chiama in campo Comuni, Province, Unioni di Comuni e Città Metropolitana di Bologna, che dovranno assumere il ruolo di soggetti abilitatori e capofila dei partenariati. A loro spetterà il compito di mettere insieme realtà dell’economia sociale, imprese private for profit, università, enti di ricerca, centri per l’innovazione della Rete Alta Tecnologia, Clust-ER e soggetti analoghi.
L’impostazione scelta da viale Aldo Moro supera la logica del finanziamento isolato a singoli interventi. La Regione punta infatti a sostenere reti stabili, co-investimento pubblico-privato e progetti con obiettivi misurabili, in grado di produrre effetti concreti sui territori.
Gli ambiti di intervento sono ampi: rigenerazione urbana, housing sociale, rafforzamento delle filiere, contrasto allo spopolamento, riduzione delle vulnerabilità, welfare territoriale, economia circolare, energia sostenibile, innovazione nelle aree interne e uso delle tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale applicata ai servizi.
La strategia regionale e le cinque missioni
Il bando nasce all’interno della strategia approvata lo scorso 3 giugno dalla Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale. Gli indirizzi regionali individuano cinque missioni: riconoscimento dell’economia sociale, integrazione con le filiere, innovazione sociale e tecnologica, valorizzazione del capitale umano e creazione di ecosistemi territoriali.
Secondo la Regione, l’economia sociale deve diventare una leva strutturale del modello di sviluppo emiliano-romagnolo. Il riferimento è a principi come centralità della persona, governance partecipativa e reinvestimento degli utili nel territorio, elementi che viale Aldo Moro intende estendere anche alle filiere economiche tradizionali.
La governance della strategia farà perno sui firmatari del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, attualmente in corso di sottoscrizione. Il percorso resta aperto ai contributi di imprese, territori e parti sociali, con l’obiettivo di costruire una cornice duratura e integrata.
Candidature dal 1 ottobre al 15 dicembre 2026
Le domande potranno essere presentate dal 1 ottobre al 15 dicembre 2026. I progetti selezionati dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2028. Per accompagnare la costruzione delle proposte, la Regione organizzerà, in collaborazione con Art-ER, incontri territoriali aperti ai soggetti interessati e attiverà uno sportello di supporto per la presentazione delle candidature.
Per de Pascale e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, il bando non rappresenta soltanto una misura finanziaria, ma l’avvio di una nuova stagione per l’Emilia-Romagna. La Regione punta a costruire un modello capace di collegare produzione della ricchezza e redistribuzione sociale, coinvolgendo enti locali, imprese, ricerca e soggetti dell’economia sociale.
Solo dopo l’attivazione dei processi previsti dagli indirizzi strategici e la valutazione delle esperienze già esistenti, la Regione lavorerà alla definizione di una legge specifica sull’economia sociale. L’Emilia-Romagna intende così proporsi come laboratorio avanzato a livello nazionale ed europeo, in linea con il Social Economy Action Plan europeo e con il Piano d’azione nazionale dell’economia sociale.
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