Reggio Emilia, 120 mamme a scuola per imparare l’italiano
22/05/2026
Centoventi donne con background internazionale hanno partecipato nell’anno scolastico 2025-2026 al progetto “Mamme a scuola”, promosso dal Comune di Reggio Emilia insieme all’associazionismo e al mondo scolastico per favorire l’apprendimento della lingua italiana. Il percorso si è concluso con un incontro pubblico nella Sala del Tricolore, alla presenza di circa 80 corsiste, molte delle quali accompagnate dai figli, insieme a insegnanti, volontarie e rappresentanti delle realtà coinvolte.
Un progetto arrivato alla diciassettesima edizione
L’incontro finale è stato aperto dai saluti dell’assessora a Politiche educative e Intercultura, Marwa Mahmoud, e ha visto la partecipazione della presidente di Filef Reggio Emilia, Laura Salsi, della rappresentante del Ceis Centro di Solidarietà, Veronica Vallery, di alcune rappresentanti dell’associazione Galline Volanti, del dirigente del Cpia Luciano Caselli e della dirigente della primaria Lepido, Silvia Ovi.
Il progetto, giunto alla sua diciassettesima edizione, offre un percorso gratuito di avvicinamento alla lingua e alla cultura italiana, con lezioni organizzate in piccoli gruppi in sei diversi spazi della città. Le partecipanti provengono da Paesi differenti e vivono a Reggio Emilia, dove l’italiano diventa strumento di comunicazione quotidiana, autonomia personale e relazione con la scuola, i servizi e la comunità.
Lezioni, socialità e conoscenza del territorio
A sostenere le attività sono quasi 30 tra volontari, tirocinanti e docenti delle scuole reggiane. Oltre alle sedi storiche del progetto, tra cui la parrocchia di Cella, il Villaggio Catellani alla Canalina, la primaria Dante Alighieri e il centro sociale Catomes Tot, la collaborazione con Fondazione Mondinsieme e Centro provinciale istruzione adulti ha permesso di ampliare le iniziative nelle scuole primarie Pascoli e Dall’Aglio.
I corsi si svolgono soprattutto al mattino, per facilitare la partecipazione delle donne e rendere più accessibile il percorso formativo. Dove necessario, grazie alla disponibilità della rete di associazioni, viene attivato anche un piccolo servizio educativo e ricreativo per bambini da zero a tre anni, così da permettere alle madri di seguire le lezioni con maggiore continuità.
Accanto all’insegnamento frontale, “Mamme a scuola” propone visite al museo e in biblioteca, incontri con professionisti dell’area materno-infantile, pediatre, ginecologhe, nutrizioniste e referenti socio-educativi, oltre a momenti informativi sugli screening femminili. Il progetto conferma così il proprio valore come spazio di apprendimento, incontro e inclusione, capace di unire lingua, relazioni e conoscenza del territorio.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.