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Sicurezza e presidio del territorio, Confcommercio Ascom Bologna: “La criminalità non deve vincere”

30/03/2026

Sicurezza e presidio del territorio, Confcommercio Ascom Bologna: “La criminalità non deve vincere”

Due episodi gravi in appena quarantotto ore, uno a Sasso Marconi e uno nel centro storico di Bologna, riportano al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza urbana e della tutela delle attività economiche. A lanciare un appello netto è Confcommercio Ascom Bologna, che dopo la spaccata ai danni di una gioielleria avvenuta ieri nel comune dell’hinterland e la rapina consumata oggi nel cuore della città ha espresso solidarietà agli imprenditori colpiti, chiedendo una risposta compatta e condivisa per rafforzare il presidio del territorio.

Il messaggio dell’associazione di categoria non si limita alla vicinanza formale verso chi ha subito il colpo, ma si inserisce in una riflessione più ampia sul clima che si respira in città e sul peso che episodi di questo tipo possono avere sul tessuto economico e sociale. Quando a essere colpite sono attività commerciali radicate nel territorio, il danno va oltre la perdita materiale: entra in gioco la percezione di vulnerabilità di chi lavora ogni giorno a contatto con il pubblico, investe nel centro urbano o nei quartieri e chiede condizioni minime di serenità per poter proseguire la propria attività.

Due episodi ravvicinati riaccendono l’allarme sulla sicurezza urbana

La sequenza dei fatti registrati tra l’area metropolitana e il centro di Bologna ha dato forza a una preoccupazione che, per il mondo del commercio, non può essere liquidata come episodica. La spaccata avvenuta a Sasso Marconi e la rapina compiuta nel pieno centro storico bolognese colpiscono luoghi e contesti differenti, ma consegnano la stessa immagine: quella di un territorio che ha bisogno di attenzione costante, prevenzione efficace e presenza visibile da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Confcommercio Ascom Bologna richiama proprio questo aspetto, sottolineando l’urgenza di non lasciare soli gli operatori economici e di considerare la sicurezza come un elemento strutturale della qualità urbana. Un negozio, una vetrina, una gioielleria non rappresentano soltanto un’attività privata, ma contribuiscono all’identità dei luoghi, alla vivibilità delle strade, alla tenuta del commercio di prossimità e alla capacità delle città di essere accoglienti per residenti e visitatori. Quando questi presìdi vengono colpiti, l’effetto si ripercuote anche sulla fiducia collettiva.

Tonelli: fare squadra per difendere città, quartieri e imprese

Nelle parole del direttore generale Giancarlo Tonelli emerge una linea precisa: “La criminalità non può diventare padrona del territorio”. Il punto, per Confcommercio Ascom Bologna, è costruire una risposta nella quale ciascuno faccia la propria parte, senza scaricare il problema su un solo soggetto. Istituzioni, forze dell’ordine, commercianti e cittadini vengono chiamati dentro una logica di collaborazione che non si esaurisce nell’emergenza, ma punta a rafforzare nel tempo il presidio dei quartieri e delle aree più sensibili.

Tonelli ribadisce la disponibilità dell’associazione a continuare a lavorare insieme alle autorità locali per sviluppare iniziative concrete di prevenzione e tutela del territorio. È un passaggio rilevante, perché sposta il discorso dalla semplice denuncia alla necessità di costruire strumenti operativi, capaci di incidere davvero sulla sicurezza percepita e reale. Nel ragionamento di Confcommercio c’è l’idea che soltanto un impegno condiviso possa impedire alla criminalità di occupare spazi, creare paura e condizionare la vita economica della città.

Il richiamo finale è alla difesa di una Bologna che deve restare sicura e accogliente per cittadini, turisti e imprese. Una formula che sintetizza bene la posta in gioco: proteggere le attività commerciali significa anche difendere il volto pubblico della città, la sua attrattività e la qualità della convivenza urbana. Per questo gli episodi delle ultime ore non vengono letti come fatti isolati, ma come segnali che chiedono attenzione, presenza e una risposta unitaria.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to