Sanità, Mastacchi (Rete civica): “Azzerare la tariffa per il calcolo del colesterolo LDL”
25/03/2026
Una richiesta chiara, che tocca da vicino il tema dei costi sanitari e dell’appropriatezza delle prestazioni: è quella avanzata dal consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete civica), che ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Regione Emilia-Romagna di eliminare la tariffa prevista per la determinazione indiretta del colesterolo LDL.
Una tariffa sotto osservazione
Al centro della questione c’è l’introduzione, nel nomenclatore tariffario regionale, della prestazione “Colesterolo LDL a determinazione indiretta (LDL calcolato)”, fissata a 1,75 euro. Una cifra che, secondo Mastacchi, non troverebbe una reale giustificazione tecnica o economica.
Il consigliere ricorda come questa modalità di calcolo non comporti l’esecuzione di un esame di laboratorio autonomo, ma si basi sulla formula di Friedewald, una semplice operazione matematica che utilizza i valori già disponibili di colesterolo totale, HDL e trigliceridi. Un procedimento che può essere eseguito direttamente dal medico o automaticamente dai software gestionali, senza costi aggiuntivi per il Servizio sanitario regionale.
Proprio su questo punto si concentra la critica: introdurre una tariffa per un calcolo automatizzato rischia, secondo Mastacchi, di tradursi in un aggravio di spesa non necessario, in contrasto con i principi di efficienza e sostenibilità del sistema sanitario.
Il riferimento al quadro normativo nazionale
Nella risposta a una precedente interrogazione, l’assessorato regionale aveva chiarito che l’inserimento della prestazione deriva da un’indicazione contenuta nel decreto ministeriale del 25 novembre 2024, che definisce le tariffe di riferimento per l’assistenza specialistica ambulatoriale.
Tuttavia, come sottolineato dallo stesso Mastacchi, il decreto stabilisce soglie massime e lascia alle Regioni la possibilità di applicare importi inferiori. Una discrezionalità che apre margini di scelta nella definizione delle politiche tariffarie.
Il confronto con altre realtà regionali rafforza la posizione del consigliere: in Lombardia, ad esempio, la stessa prestazione risulta a costo zero, evidenziando come esistano modelli differenti nella gestione di questo tipo di servizio.
La richiesta di revisione del nomenclatore
Alla luce di queste considerazioni, Mastacchi chiede alla Regione Emilia-Romagna di rivedere la propria decisione e di azzerare la tariffa attualmente prevista. L’obiettivo dichiarato è duplice: evitare costi non giustificati e garantire un utilizzo più razionale delle risorse pubbliche.
La questione solleva un tema più ampio, che riguarda il rapporto tra innovazione organizzativa, digitalizzazione e costi delle prestazioni sanitarie. In un contesto in cui molte operazioni sono sempre più automatizzate, diventa centrale interrogarsi su quali servizi debbano effettivamente generare una tariffa e quali, invece, possano essere considerati parte integrante dei processi già esistenti.
Il confronto aperto in Consiglio regionale si inserisce dunque in un dibattito più generale sulla sostenibilità del sistema sanitario e sulla necessità di garantire equità nell’accesso alle prestazioni, evitando oneri che non trovano un reale riscontro nei costi sostenuti.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.