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Reggio Emilia, nasce il Centro per la giustizia riparativa: servizi gratuiti per vittime, autori e comunità

28/03/2026

Reggio Emilia, nasce il Centro per la giustizia riparativa: servizi gratuiti per vittime, autori e comunità

Sarà operativo nelle prossime settimane a Reggio Emilia un nuovo Centro per la giustizia riparativa, destinato a diventare un punto di riferimento per l’intero distretto della Corte d’appello di Bologna. La sede è stata individuata negli spazi della Polveriera, in piazzale Oscar Romero, e l’avvio del servizio segna un passo concreto nell’applicazione di un modello che affianca la giustizia tradizionale con percorsi orientati alla riparazione del danno e al dialogo tra le parti coinvolte.

Il centro rientra nella rete nazionale dei servizi attivati dopo l’introduzione della giustizia riparativa nel sistema italiano con il decreto legislativo 150/2022. L’obiettivo è offrire un luogo in cui affrontare le conseguenze del reato attraverso strumenti che favoriscono il confronto, il riconoscimento reciproco e la ricostruzione delle relazioni, coinvolgendo non solo le persone direttamente interessate, ma anche il contesto sociale in cui il fatto si è verificato.

Un servizio aperto e gratuito per affrontare il conflitto

L’accesso ai programmi sarà gratuito, volontario e non discriminatorio, indipendentemente dalla tipologia o dalla gravità del reato, salvo situazioni in cui possano emergere rischi concreti per i partecipanti. Il centro si rivolge infatti alle vittime, agli autori dell’offesa, ai familiari, ma anche ad associazioni e istituzioni, con l’intento di costruire percorsi condivisi che vadano oltre la dimensione puramente giudiziaria.

La gestione del servizio è affidata, per conto del Comune, alla cooperativa L’Ovile, mentre il progetto è sostenuto da un finanziamento del Ministero della Giustizia pari a 224.000 euro, destinato a coprire le spese organizzative e l’attività dei professionisti coinvolti. Il modello adottato punta a rendere il centro accessibile e flessibile, in grado di rispondere a esigenze diverse e di adattarsi alle situazioni specifiche.

Un’équipe multidisciplinare per accompagnare i percorsi di riparazione

Il Centro potrà contare su una rete di 12 mediatori penali iscritti all’elenco nazionale degli esperti in giustizia riparativa, per un impegno complessivo di circa 4.800 ore annue. A questi si affiancheranno mediatori volontari, attivati in base alle necessità, e ulteriori figure professionali che contribuiranno a costruire percorsi calibrati sulle singole situazioni.

Particolare attenzione è stata riservata alla presenza di mediatori con competenze specifiche nei casi che coinvolgono minori o vittime vulnerabili, oltre alla disponibilità di mediatori linguistico-culturali. Attualmente sono già operative figure in grado di coprire diverse lingue, tra cui arabo, inglese, francese, urdu, hindi e punjabi, con la possibilità di ampliare ulteriormente il servizio in base alle esigenze.

L’attività del centro non si limiterà al territorio comunale, ma si estenderà a tutto il distretto della Corte d’appello, con l’obiettivo di garantire una copertura ampia e coordinata. È previsto inoltre un dialogo con l’altro Centro di giustizia riparativa già attivo nel distretto, per costruire una rete regionale capace di offrire continuità e integrazione nei servizi.

L’apertura del Centro rappresenta quindi un passaggio significativo nel rafforzamento di strumenti alternativi e complementari alla giustizia penale, con un approccio che mette al centro la persona, la responsabilità e la possibilità di ricostruire relazioni dopo il conflitto.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.