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Export Emilia-Romagna 2025: crescita moderata e primato commerciale

20/03/2026

Export Emilia-Romagna 2025: crescita moderata e primato commerciale

L’Emilia-Romagna consolida il proprio ruolo nel panorama economico nazionale con un risultato che, pur muovendosi in un contesto globale complesso, conferma la solidità del suo sistema produttivo. Nel 2025 le esportazioni regionali hanno raggiunto gli 84,3 miliardi di euro, pari al 13,1% dell’export italiano: una quota che colloca la regione al secondo posto a livello nazionale, subito dopo la Lombardia e davanti a Veneto e Toscana.

Il dato, elaborato da Art-ER su base Istat, restituisce l’immagine di un territorio fortemente orientato ai mercati internazionali, capace di generare oltre un euro su otto delle vendite estere complessive del Paese. Una performance che si accompagna a un primato particolarmente significativo: il saldo commerciale con l’estero, pari a 33,2 miliardi di euro, il più alto in Italia.

Settori trainanti e comparti in difficoltà

Nel confronto con il 2024, l’export regionale cresce di circa 1,1 miliardi di euro, registrando un incremento dell’1,3%. Un risultato positivo, anche se inferiore alla media nazionale (+3,3%). La dinamica evidenzia una crescita selettiva, sostenuta da alcuni comparti chiave e frenata da altri in difficoltà.

Tra i settori più dinamici emergono agricoltura, silvicoltura e pesca (+17,4%), seguiti dal comparto farmaceutico e chimico-medicinale (+9,0%) e dall’industria alimentare, bevande e tabacco (+6,8%). Buone anche le performance degli apparecchi elettrici (+4,8%), a conferma di una base industriale diversificata e competitiva.

Al contrario, si registrano flessioni nei settori tessile e moda (–5,7%), nell’elettronica e prodotti ottici (–5,7%) e nella chimica (–3,7%), segnali che riflettono trasformazioni strutturali e una domanda internazionale meno dinamica in alcuni segmenti tradizionali.

Mercati esteri: Europa in crescita, rallentano le aree extra-Ue

Sul piano geografico, il 2025 evidenzia una distinzione netta tra mercati europei ed extra-europei. Le esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea crescono del +5,7%, mentre quelle dirette verso mercati extra-Ue registrano un calo del –3,4%.

Le Americhe mostrano una contrazione del –5,5%, con un calo significativo delle vendite negli Stati Uniti (–6,5%). Anche l’Asia nel suo complesso segna un arretramento (–3,4%), seppur con andamenti differenziati: crescono Asia centrale (+3,5%) e Medio Oriente (+3,8%), mentre diminuisce l’export verso Asia orientale (–7,8%).

Tra i principali partner commerciali, la Germania torna a occupare il primo posto con 10,6 miliardi di euro di export (+9,1%), seguita dagli Stati Uniti (9,4 miliardi, in calo), dalla Francia (10,4% del totale) e dalla Spagna (5,5%).

Competitività e prospettive in uno scenario incerto

Il quadro complessivo evidenzia una capacità di tenuta che si basa sull’integrazione tra manifattura, innovazione e ricerca. Il sistema regionale continua a distinguersi anche per l’export pro-capite, pari a 18.883 euro per residente, ben al di sopra della media nazionale (10.911 euro).

Le istituzioni regionali sottolineano come questi risultati siano frutto di un ecosistema produttivo che combina competenze industriali, relazioni con università e investimenti nella ricerca. Allo stesso tempo, emerge la necessità di affrontare criticità legate al rallentamento di alcuni mercati extra-europei e alle tensioni geopolitiche, che incidono sulla stabilità degli scambi.

La prospettiva è quella di un lavoro mirato su due fronti: da un lato, ampliare i mercati di riferimento e rafforzare la presenza internazionale; dall’altro, sostenere i settori più esposti alle difficoltà, attraverso strumenti capaci di accompagnare la transizione economica in atto.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to